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Noi Nel Mezzo – La nuova stagione

Noi Nel Mezzo – La nuova stagione

Sicuramente non lo sa quasi nessuno, tra i nostri lettori, ma “Noi nel mezzo” è una trasmissione che ha avuto inizio ancora prima che cominciassimo a pubblicare “La Voce del Ribelle”. Il mensile nacque nell’ottobre del 2008. “Noi nel mezzo” esisteva già da alcuni anni. E il titolo aveva un significato preciso: intendeva esprimere il punto di vista delle nuove generazioni, che erano appunto “nel mezzo” di un profondo cambiamento – di un profondo peggioramento – del quadro socioeconomico. 

Giovani che spesso avevano fatto la loro parte, conseguendo il diploma o la laurea (e magari qualche master aggiuntivo), ma che al momento di raccogliere il frutto di quei loro sforzi, ossia di entrare nel mondo del lavoro e ottenere il reddito e la stabilità necessari a costruirsi la propria vita di adulti, andavano a sbattere contro una miriade di ostacoli, quasi sempre umilianti e spesso insormontabili. In una parola: il precariato. In un aggettivo: sottopagato.

Valerio Lo Monaco, che aveva ideato il programma insieme al suo sodale Giuliano Gennaio, scomparso prematuramente, e che lo ha condotto fino al giugno scorso, si sentiva senz’altro parte in causa, essendo nato nel 1974 e osservando con la massima attenzione ciò che stava accadendo. Nonostante fosse già ben inserito sul piano professionale, col suo lavoro di giornalista a tempo pieno, comprendeva benissimo che l’obiettivo non era cavarsela a titolo individuale e infischiarsene di tutto il resto – e di tutti gli altri. La società si stava trasformando. La società si stava conformando, sempre di più, al modello neoliberista di matrice statunitense. A meno di essere dei fottuti egoisti era importante parlarne, discuterne, ragionarci su. In una parola: capire. E se possibile, in un’altra parola: reagire.

Oggi, com’è noto, la situazione si è ulteriormente aggravata, e quei due verbi sono più che mai attuali: capire, e reagire.

Oggi, a partire dal primo ottobre, a condurre Noi Nel Mezzo ci sarò io. Io che appartengo a una generazione precedente ma che, per mia fortuna, non ho smarrito strada facendo il senso di un totale rifiuto per questa società corrotta e istupidita in cui ci tocca di vivere.

Nei tratti fondamentali, com’è naturale, la trasmissione manterrà le caratteristiche precedenti. Perché erano quelle giuste, e non c’è motivo di accantonare quello che c’è già e che va bene. Spesso, se non proprio sempre, ci saranno accanto a me lo stesso Valerio Lo Monaco e Ferdinando Menconi: è stato così nelle edizioni precedenti, quando a reggere il timone era Valerio, e sarà così anche in futuro. Nessuno stravolgimento, quindi, ma piuttosto degli sviluppi. Quali saranno esattamente lo si vedrà con l’andare del tempo. 

Beninteso: non è che non li voglia anticipare per il gusto di mantenere un po’ di suspence, come in una qualsiasi operazione di marketing editoriale. Il punto è che in massima parte non lo so nemmeno io, anche se sono strasicuro che di novità finiremo con l’inanellarle molte.

Quello che sta iniziando, infatti, è il nuovo segmento di un lungo viaggio, o piuttosto di una lunga, lunghissima esplorazione. Abbiamo in mente la direzione di marcia (come sapete già), e abbiamo con noi delle buone mappe e una bussola (bussola, non Gps) che ci piace pensare indistruttibile. Ma quello che incontreremo via via, e come lo affronteremo, è tutto da scoprire. 

Federico Zamboni

 di chi era nato a cavallo tra gli anni 70 e 80

Valerio Lo Monaco

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