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A Carioti sul Corriere di Sabato: se le idee sono queste...

Ebbene sì: dobbiamo riconoscere di essere stati presi in castagna, colti in fallo, praticamente sputtanati. Sabato scorso, sulle colonne del Corriere della Sera, in una rubrica che certo non a caso si fregia del titolo “Le idee del sabato”, Antonio Carioti si è occupato di noi. E dopo aver riconosciuto (bontà sua) che “a Massimo Fini va riconosciuta una coerenza ammirevole”, e annotato (cattiveria sua) che La Voce del Ribelle  “esordisce in una fase propizia alle posizioni antisistema, di cui la crisi internazionale accresce il fascino”, ecco il gran finale in cui arriva la Puntuale Contestazione, l’Acutissima Sottolineatura, la Prova Regina della nostra palese, imperdonabile, fatale incoerenza.

“Nonostante le invettive contro banche e finanza – scrive Carioti – si potrà pagare l’abbonamento alla Voce del Ribelle tramite carta di credito. Per quanto spregevole sia il sistema, qualche vantaggio pratico lo offre“.

Ahimè. Non lo possiamo negare. Accettiamo pagamenti in denaro (“lo sterco del demonio”, per dirla con Fini) e oltretutto nella sua forma più eterea, più sfuggente e insidiosa: un fulmineo flusso di bit, magari su una linea Adsl, ed ecco trasferito l’importo dalle tasche dei lettori alle nostre. 

E che diamine: sarebbe stato più giusto e coerente prevedere pagamenti in natura (o tutt’al più in contanti) da recapitare direttamente in sede. E a condizione, ça va sans dire, che gli aspiranti abbonati li portassero di persona e viaggiando rigorosamente a piedi, o a cavallo, o tutt’al più su carretti trainati da buoi (recitando sommessamente l’immortale “T’amo pio bove e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m’infondi”), e possibilmente su sentieri campestri.

Ma tant’è. Ci siamo lasciati soggiogare dal fascino dell’Hi-Tech e dagli oggettivi vantaggi del Sistema. Come al solito: si dice una cosa e se ne fa un’altra. Ah ah ah: antimodernisti a chiacchiere, poi a casa c’hanno lo scaldabagno elettrico e il rubinetto col miscelatore!

Nel fare pubblicamente ammenda, perciò, cogliamo l’occasione di un’ampia e sincera confessione. Con l’animo contrito, e una volta per tutte, vuotiamo il sacco e ci autodenunciamo. Non solo consentiamo di saldare l’abbonamento con la carta di credito, bensì:

noi della redazione scriviamo gli articoli al computer (Massimo Fini no: lui - di altra generazione e miglior tempra – ha quanto meno il buon gusto di astenersi dall’informatica e di limitarsi, ancorché rinunciando al calamaio e alla penna d’oca, alla macchina per scrivere);

comunichiamo l’un l’altro coi telefoni cellulari e con le e-mail;

scattiamo fotografie con fotocamere digitali e, in caso di necessità, le trasferiamo su cd;

(quel che è peggio) stampiamo il mensile in una moderna tipografia, anch’essa informatizzata, rifiutando sdegnosamente il pur valido offset e l’arcaico, ma proprio per questo più apprezzabile da noialtri passatisti, indimenticabile torchio di Mastro Johann Gutenberg. 

Ecco fatto. Con l’animo sollevato dall’auto-da-fé possiamo alfine rivolgerci direttamente al nostro illuminato accusatore. Grazie, caro, carissimo Carioti. E consideri questa pubblicazione on-line l’ultimo, estremo cedimento al Sistema. D’ora in poi, se ce ne dovesse essere bisogno, le recapiteremo le nostre missive in modi assai più naturali. A proposito: ha mica da segnalarci un buon allevamento di piccioni viaggiatori? 

F.Z.

Presentazioni di Novembre de La Voce del Ribelle

Avviso agli abbonati (04/11/2008)