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Maramaldo dietro l’angolo (Archivio Fini: per abbonati)

L'indipendente del 13 aprile 1995

Nella bella intervista che gli ha fatto il nostro Gaetano Savatteri, Franco Zeffirelli, bava alla bocca, frementi le froge, com’è suo costume, ha minacciato, se la destra vincerà le prossime elezioni politiche, liste di proscrizione in tutti i campi e in particolare in quello culturale. Da quando Lucio Cornelio Silla nell’82 a. C. inaugurò questa pratica le liste di proscrizione sono il modo con cui i vincitori regolano i conti con i vinti. Solo che una volta ne andava della pelle mentre in questi tempi, assai poco epici e gloriosi, del posto di lavoro e delle carriere. È una pratica ignobile cui chiunque abbia un minimo di generosità d’animo, o quantomeno di stile, dovrebbe sottrarsi. Ma non si può negare che la rabbia di Zeffirelli, che non possiede né l’una né l’altro, abbia ragioni d’essere, se non nel suo caso particolare in un senso più generale. La rabbia e la voglia di vendetta di Zeffirelli sono le stesse di quei molti pochi, intellettuali, scrittori, registi, pittori e artisti in genere, che in questi cinquant’anni di Repubblica non hanno militato a sinistra e nemmeno nei suoi dintorni. È fuori discussione infatti che per quasi mezzo secolo sia esistita in Italia un’egemonia della cultura di sinistra. La Repubblica ha vissuto il paradosso di (...)

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"Gli Stati Uniti possono cambiare?" Ecco la (utile) domanda da porsi

Rassegna Stampa 03/11/2008