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Il Paese dei tarallucci (Archivio Fini: per abbonati)

L'Indipendente del 20 Agosto 1995

 

Ho scritto ieri che il problema della giustizia penale in Italia non sta nella scarsa severità delle pene ma nel fatto che non vengono applicate. E ho cercato di chiarire i motivi tecnico-giuridici (lunghezza del processo, tre gradi di giudizio, presunzione di innocenza valida fino alla sentenza della Cassazione, inadeguatezza dei termini della prescrizione) per cui ciò avviene. Ma se l’Italia è un Paese a criminalità diffusa, anche in ceti che in genere non dovrebbero esserne toccati, perché non hanno bisogno di delinquere, non è solo perché mancando di fatto la pena manca anche il deterrente (“la controspinta alla spinta criminosa” per dirla con l’Antolisei) ma per una ragione più vasta e culturale che riguarda il permissivismo e il lassismo di cui è impregnato il nostro Paese e la caduta del principio di responsabilità. Caduta tanto più grave perché segue l’abbattimento, avvenuto negli anni del ’68, del principio di autorità che con il primo è in stretta relazione (abbattere il principio di autorità è cosa buonissima se nel contempo si rafforza quello di responsabilità individuale, altrimenti è il caos). (...)

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L’Italia è una Repubblica fondata sull’indulto

RASSEGNA STAMPA DEL 09/12/2008