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Il 2010 del Ribelle (dal n°16 - testo completo)

 Al momento in cui andiamo in stampa non abbiamo ancora i dati definitivi del mese di dicembre. Quelli della prima quindicina, però, sono più che sufficienti. Per dipingere una situazione allarmante, culturalmente ancora prima che economicamente: le librerie, in un periodo tipicamente fertile per la vendita di libri, hanno registrato un decremento del 35% nel volume delle vendite.
Aggiungiamo un dato, forse superfluo al momento, ma utile per un ragionamento che faremo a breve. Ebbene, i due più venduti quotidiani italiani, hanno dei dati di vendita ufficiali (dei dati: il che è tutto dire) desolanti: La Repubblica e il Corriere della Sera, nel mese di giugno 2009 (dunque non un mese estivo) hanno venduto rispettivamente 504.000 e 512.000 copie. Appena poco oltre il milione complessivo, in un paese da oltre 60 milioni di abitanti.
Ha ragione Grillo quando scrive che la quasi totalità dei quotidiani italiani, se non beneficiasse di contributi pubblici - dunque di assistenzialismo uguale né più né meno di un sussidio di disoccupazione -  chiuderebbe in un mese. E che la maggior parte dei Direttori con la D maiuscola, degli Editorialisti di grido e anche dei redattori che onestamente fanno il loro lavoro, sarebbe disoccupata. Ma sui quotidiani, in particolare, torneremo in altra circostanza, dove cercheremo di spiegare altri motivi (oltre a quelli classicamente dibattuti di questi tempi, come per esempio la diffusione di internet e delle "notizie gratis") per i quali non vendono e sono destinati probabilmente a sparire nelle forme che conosciamo.

Al di là di questo, il dato che emerge e che deve far riflettere, a ulteriore conferma di quanto detto in merito alle librerie, è che l'altra stragrande maggioranza delle persone - soprattutto di tutte quelle che non hanno accesso a internet - si informa attraverso i telegiornali: ovvero attraverso i Tg di Minzolini e Fede. Inutile commentare.

 

Basta considerare il fenomeno e immaginare quanti siano gli italiani che veramente accedono all'informazione che sarebbe necessaria oppure sono abituati a buone letture. Beninteso, a nulla varrebbe fare una panoramica mentale sulle proprie conoscenze strette: chi ci legge fa parte di una élite, quella dei "lettori". E molto probabilmente avrà, almeno nelle frequentazioni più vicine, conoscenti o amici di simili abitudini. Se però si prova ad ampliare il proprio campo di analisi, è probabilmente facile accorgersi dello stato desolante della massa. Che non legge, viene informata male, ha poca conoscenza di quanto accade e conseguentemente - consciamente o meno - è di fatto complice di quanto accade nel nostro mondo. Perché non avendo possibilità di conoscere e comprendere, difficilmente potrà averne nello scegliere. Si tratti di votare un governo o di condurre un tipo di vita piuttosto di un altro.

Viviamo dunque in uno stato da riserva indiana. E sappiamo come sono finiti, gli indiani. Tutto attorno, o quasi, il vuoto pneumatico dell'ignoranza o, nella migliore delle ipotesi, della falsa conoscenza. Situazione perfetta per far continuare ad andare le cose così come sono. E non ci pare vadano un granché, converrete.

 

E noi? Reagiamo alla situazione, naturalmente. Ostinatamente e anche ben oltre le reali risorse che il numero degli abbonati alla rivista potrebbe consentire. 

Bando alle ciance. Ecco cosa stiamo facendo e cosa faremo nel mese di gennaio, mentre leggete queste righe, per riuscire a completare il tutto entro questo stesso mese e comunque non oltre i primi di febbraio. Con una necessaria premessa: La Voce del Ribelle in edizione cartacea va avanti esattamente come siete abituati a vederla. Ora il resto, il nuovo.

 

1) Biblioteca Ribelle: abbiamo circa 6000 titoli, al momento, da segnalare e diffondere. Il 28 dicembre è partita, sul nostro sito, la Biblioteca Ribelle (www.ilribelle.com/biblioteca). Molto semplice: segnaliamo alcuni titoli e ne permettiamo l’acquisto (con aiuto logistico da parte di una libreria di Roma) a prezzi scontati. Scontatissimi per gli abbonati. La differenza rispetto a una normale libreria on-line è duplice. Prima cosa: segnaliamo solo titoli che reputiamo importanti da comunicare e diffondere ai "nostri" lettori. Dunque facciamo un lavoro di selezione serio e "orientato". E proponiamo alcuni pacchetti di acquisto, qualcosa di simile a "percorsi di formazione e studio". Seconda cosa: una piccola percentuale della somma derivante dalla vendita va direttamente a contribuire al sostentamento del nostro progetto.

Siamo partiti con un centinaio di libri ben selezionati. Ne aggiungeremo ogni giorno di nuovi. Di ieri, di oggi, di sempre. Minimo comune denominatore: utilità e qualità. 

 

2) Libri e Dvd. Iniziamo una diffusione libraria e di Dvd autoprodotti. Gli autori che troverete nella collana che lanceremo nei primi mesi del 2010 li conoscete e li potete immaginare. Ma ci sarà anche qualche novità. Per quanto riguarda i Dvd, il primo - in corso di realizzazione in questi giorni - è relativo a uno speciale su Alain de Benoist. Siamo stati a Parigi, poche settimane addietro, e abbiamo realizzato una intervista in video veramente esclusiva. Una piccola parte di questa la trovate pubblicata proprio su questo numero del mensile. Il Dvd la conterrà, in video, in versione integrale (quasi due ore di girato) ma ci saranno anche diversi altri contributi speciali. Altri Dvd verranno: centrati su temi, persone e luoghi perfettamente in linea e in prospettiva con la natura stessa della rivista.

 

E ora gli sforzi maggiori

3) Partiamo dal quotidiano on-line al quale stiamo pensando da tempo e per il quale abbiamo fatto anche diversi accenni nei mesi passati. Molti hanno accolto subito la cosa e ci hanno dimostrato interesse. Il numero minino necessario per partire, però, non è stato raggiunto. Ebbene: partiamo lo stesso. Forse non siamo riusciti a comunicare l'importanza e la portata della cosa che vogliamo fare. Forse molti non la reputano utile. E altri non possono prevedere di sottoscrivere un abbonamento, necessario. Quali che siano le ragioni e le avversità che non ci hanno permesso di raggiungere il numero minimo per poter partire resta in ogni caso una decisione nostra, personale, quella di impegnarci alla cosa o meno. Abbiamo deciso di farlo comunque. 

Il che comporta ulteriore lavoro e impegno. Comporta il dover ridisegnare il sito internet della rivista per accogliere i nuovi contenuti quotidiani. E, naturalmente, produrli. Il sito cambia sensibilmente, dunque, per contenere oltre al mensile anche una sorta quotidiano on-line. 

 

Sia chiaro, non potremo fare tutto quello che avevamo in mente - per il momento: ma lo faremo non appena e se gli abbonamenti aumenteranno - ma in ogni caso ci saranno maggiori contenuti quotidiani. Di informazione e soprattutto di spiegazione. A fronte di questo non vi sarà un abbonamento vero e proprio e ulteriore da sottoscrivere. Gli abbonati alla edizione web del mensile avranno a disposizione anche i contenuti del quotidiano. Il costo di tale abbonamento passerà da 25 a 35 euro annuali. Dunque 10 euro in più all'anno (rispetto alla sola versione web del mensile on-line) per avere mensile e quotidiano in edizione web. Chi invece ha già l'abbonamento al cartaceo potrà perfezionare - contattandoci in segreteria o attraverso il sito internet - l'aggiornamento per fruire anche delle edizioni on line.

 

4) La WebRadio: strumento fondamentale. Questo è uno degli ambiti in cui ci impegniamo di più. Crediamo fortemente nel mezzo. Ascoltabile via internet in diretta o ri-ascoltabile in ogni momento, con dei file audio da scaricare e fruire quando meglio si crede. È un mezzo strategico e utile: consente (oltre all'ovvio ma per quanto ci riguarda superfluo aspetto di intrattenimento musicale, che pure può portare utenti di tipo diverso da quelli del cartaceo) una interazione in diretta momento per momento. Può essere fruito da casa, in ufficio, nei propri studi professionali. Basta un pc e una connessione a internet. È un mezzo immediato e semplice. Gli abbonati alla versione on-line possono seguire le trasmissioni che facciamo in radio, in diretta, anche in soluzione video. E ovviamente interagire attraverso diversi mezzi (spieghiamo tutto sul sito).

Partiamo subito con diverse rubriche e una nuova trasmissione in diretta. Presto ve ne saranno altre. I temi delle stesse potete immaginarli. I toni saranno diversi e più facilmente divulgativi rispetto a quelli del mensile. Ma la natura non cambia. Troverete nella webradio temi, autori, riflessioni, notizie e argomenti difficilmente ascoltabili altrove, come potete immaginare.

 

Questo è quanto. Per ora. Ed è il massimo che possiamo umanamente fare.

La gratuità e la reciprocità sono valori che non hanno prezzo, e che abbiamo fatto nostri in prima persona. Attivamente limitiamo tutto il possibile e paghiamo unicamente ciò per cui non possiamo fare a meno (stampa, spedizioni, spese vive, ecc) e chi (collaboratori) altrimenti non potrebbe lavorare alla rivista. Il resto, la grande maggioranza del resto, viene unicamente dalla volontà di portare avanti il progetto. Perché crediamo nella sua necessità.

È con grandi sacrifici economici e umani pertanto che andiamo avanti. Arrenderci ci ripugna. Se saremo sconfitti lo saremo quando veramente verremo battuti. Ma anche allora non saremo vinti. 

Ora andiamo avanti: i feriti, come è giusto che sia, li conteremo semmai alla fine della guerra. 

 

Voi, se volete battervi, state con noi. Aiutiamoci. I metodi per farlo li conosciamo. Noi rilanciamo alla grande il nostro progetto e il volume di fuoco con il quale tenteremo di diffondere le idee e le riflessioni, le notizie e gli approfondimenti che reputiamo più adatti per non farci fagocitare dal deserto. E voi se volete, se potete, abbonatevi anche alla rinnovata e ampliata edizione web della rivista, che comprende mensile on-line, interventi quotidiani e WebRadio e WebTv.  Costa appena qualche caffè al mese, ma serve per stringere le maglie di una catena di solidarietà al progetto e più in generale a reagire allo stato attuale culturale e intellettuale del nostro tempo.

 

 

Valerio Lo Monaco

RASSEGNA STAMPA DEL 06/01/2010

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