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Cecenia di nuovo alla ribalta: attacco al parlamento

Un evento locale che rimanda a problemi di portata assai più ampia, dalla Russia post sovietica all’Afghanistan occupato dai militari occidentali 

di Marco Giorgerini 

 

Dalla caduta dell’URSS la questione cecena non solo non è mai stata risolta, ma non vi sono neppure mai stati seri tentativi di reale pacificazione. In una repubblica grande all'incirca quanto l'Umbria si sono susseguite due guerre contro la Russia, a distanza di una manciata d'anni, e gruppi locali hanno dato il via a una serie cospicua di attentati e azioni di disturbo che non accennano a diradarsi. Scontri a Budionnovsk nel 1995, ordigno contro un palazzo della periferia moscovita nel '99, assalto al teatro Dubrovska nel 2003 e la terribile strage nella scuola di Beslan nel 2004... L'ultimo attacco è quello che ha avuto luogo ieri, nella capitale cecena Grozny. Alle otto e quarantacinque ora italiana un commando di ribelli, a bordo di un automezzo con finte targhe dell'assemblea parlamentare, si è introdotto nel cortile prospiciente il palazzo del parlamento. Uno degli uomini si è fatto esplodere vicino all'entrata dell'edificio, facilitando l'ingresso da parte di altri tre (il numero non è ancora sicuro), che una volta dentro hanno sequestrato diversi ostaggi prima di farsi esplodere a loro volta. Altri sono stati uccisi dalla polizia. Vi sono stati inoltre almeno diciassette feriti. Tutto è avvenuto durante la visita del ministro dell'interno russo Rashid Nuerliyev, il che attesta l'alto valore simbolico dello scontro. (leggi nel Quotidiano)

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