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Rispetto al Times di Londra, La Voce del Ribelle è una "potenza"

di Valerio Lo Monaco 

Mentre il numero 26 del Mensile ci sarà consegnato oggi, e domani immediatamente spedito agli abbonati (il 10, sul web, disponibile a tutti gli abbonati web) oggi pubblichiamo un'altra iniziativa del nostro progetto: tutti i Lunedì, fino a dicembre, gli articoli della edizione quotidiana verranno pubblicati in modalità free per tutti.

Fino a ora, e dall'inizio, non abbiamo mai previsto un abbonamento specifico alla edizione quotidiana del Ribelle (chi ha l'abbonamento web al mensile accede anche agli aggiornamenti quotidiani), cosa che i nostri abbonati sanno bene, e questa iniziativa va in una direzione precisa: cercare di diffondere ancora di più il nostro giornale.

Della decina di articoli quotidiani che pubblichiamo da settembre, uno o due al giorno sono sempre rilasciati a "lettura libera", e questo ci ha consentito, secondo le metriche del nostro server, di avere una maggiore diffusione: proprio quando questi articoli a lettura libera vengono (ovviamente) letti da un numero maggiore di persone, copiati e incollati ovunque e condivisi su vari social network. Il rapporto, per intendersi, è di 50 a 1. 

Senza mezzi termini, e al di là dello slogan "ribellati al lunedì" che abbiamo scelto per questa iniziativa, l'operazione che stiamo facendo ha l'obiettivo dichiarato di far circolare ancora di più gli articoli e la chiave di lettura che ci è propria.

Preghiamo tutti gli utenti (abbonati e non), pertanto, a copiare e incollare, condividere e diffondere il più possibile - se lo ritengono cosa giusta - tutti gli articoli che pubblichiamo il Lunedì in edizione free.

Facciamo questo in un momento molto delicato per l'editoria nel suo insieme. Naturalmente la nostra realtà è situata al di fuori del normale circuito dell'informazione e della cultura. Altrove, praticamente ovunque, i costi di un lavoro del genere vengono sostenuti quasi unicamente - molto spesso unicamente - dalla pubblicità e dai contributi pubblici (almeno nel nostro Paese) che vanno a interferire, ovviamente, con la linea editoriale dei vari giornali e periodici. Qui, come i nostri lettori sanno, si fa diversamente: si vive di soli abbonamenti. 

Non permetteremo mai che l'attenzione dei nostri lettori venga inquinata dalla presenza di pubblicità commerciale, né ci piegheremo mai a chiedere dei contributi pubblici aspettando che qualcuno - il governo, per intendersi - decida a sua discrezione di concederceli o meno. Per presentarci, poi, naturalmente, il conto.

Tutto quello che leggete e tutto quello che facciamo è grazie ai nostri abbonati e al lavoro, qualche volta di vera abnegazione, dei nostri redattori. E così continuerà a essere.

Allora senza ipocrisia il messaggio che lanciamo con questa nuova iniziativa è il seguente: aiutateci, tutti, a diffondere sempre di più questo progetto, in modo che il Ribelle possa crescere in diffusione e in abbonamenti malgrado il silenzio che da sempre viene applicato alle idee non conformi. A chi è fuori dal coro e da logiche di vario tipo.

Ancora: preghiamo tutti di diffondere gli articoli del Lunedì (e quelli che rilasciamo in edizione free gli altri giorni della settimana) sui propri blog, siti di condivisione, email e social network. Ovviamente, per favore, citando la fonte.

Questo, in un momento in cui i dati assoluti, relativi al web e ai media di massa, sono veramente interessanti. Ne comunichiamo uno, che è paradigmatico, a nostro avviso, della situazione generale su internet. Il sito web di uno dei più importanti quotidiani d'Inghilterra (e del mondo) ovvero quello del Times di Londra, ha deciso da quattro mesi di diventare a pagamento (dopo anni di gratuità). Ebbene le prime somme si possono tirare: dopo quattro mesi gli abbonati totali (e non tutti regolari, ovvero compresi anche quelli che hanno comperato solo qualche notizia) sono 105 mila. Solamente 105 mila. Allo stesso tempo, il traffico totale del sito stesso ha perso il 90% di utenti, passando da 21 milioni di pagine viste ad appena 2.7 milioni.

Il dato sul quale riflettere è ovviamente il primo. 105 mila abbonati è una cifra ridicola per un colosso editoriale del genere. Significa incontrovertibilmente che sul web non si è disposti a pagare per l'informazione. Beninteso, di informazione generalista - se di qualità o meno ognuno può trarre le conclusioni - vi è una inflazione enorme. Difficile che si possa scegliere di pagare per qualcosa che altrove si trova, e in quantità, in modo gratuito.

Ma proprio grazie all'interpretazione di questo dato, prende ancora maggiore consistenza il dato relativo a chi invece produce una informazione e una cultura non conformi al resto. Chi insomma legge e comunica i fatti con una chiave di lettura differente. Le nostre poche migliaia di abbonati - questi i nostri dati: poche migliaia - sono letteralmente un tesoro se rapportiamo il dato di un piccolissimo editore veramente indipendente e ribelle nel senso pieno del termine rispetto a quelli di un colosso come il Times di Londra. E per diversi motivi, ben oltre il semplicistico dato che le risorse che abbiamo sono una frazione infinitesimale rispetto a quelle del Times. Se il rapporto di abbonati, per esempio tra quelli al Ribelle e quelli al Times, non arriva neanche a 1 a 100, significa che dell'informazione che facciamo c'è un disperato bisogno. Di più, significa che il lettore tipico di un giornale come il nostro (e di pochissimi altri in circolazione) è molto differente, in senso positivo, rispetto alla massa che legge di tutto altrove. Il nostro lettore più che acquistare un abbonamento, decide infatti di auto-tassarsi con una piccola sottoscrizione perché evidentemente, oltre che trarre giovamento da quello che trova sulle pagine del Ribelle, ha ben compreso l'importanza di una informazione veramente libera come quella che facciamo e che è necessario che un progetto del genere esista e continui a vivere. E a crescere.

Allora noi oggi tentiamo di fare proprio questo, con l'edizione free del Lunedì e con altre iniziative che comunicheremo a brevissimo.

Rimanete sintonizzati, e diffondete, se vi va.

 

Valerio Lo Monaco

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