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Il Fatto 4 dicembre 2010

Che Silvio Berlusconi fosse «fatuo, vanesio, incapace, politicamente e fisicamente debole» e soprattutto «inutile» non c'era bisogno che ce lo venissero a spiegare gli americani, lo avevamo capito persino noi. Non è questa la cosa saliente. Ciò che è grave è che di fronte a questi insulti sanguinosi rivolti al nostro presidente del Consiglio, il Governo italiano non solo non abbia emesso un vagito, un raglio, non abbia fatto una piega, ma si sia affrettato a dichiarare per bocca del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e del ministro della difesa, Ignazio La Russa, che «i nostri rapporti con gli Stati Uniti sono ottimi», mentre lo stesso Berlusconi, a capo un po' chino, accettava la classica e ipocrita pacca sulla spalla di una livida Hillary Clinton che lo gratificava come «il miglior amico dell'America». Servi, inguaribilmente servi, eternamente servi. Obbedienti a ogni desiderata degli americani, pronti a fargli da "palo" consentendogli di usare una delle tante basi che hanno nel nostro Paese per bombardare una grande capitale europea come Belgrado, una guerra contro l'Europa, per soprammercato l'Europa cristiana (governo D'Alema); a tenere 4000 militari in Afghanistan (governi Prodi e Berlusconi) nella guerra più stupida, più inutile, più vile e più infame che ci sia mai stato dato di vedere (il 40% dei ricoverati negli ospedali afgani sono bambini e non li hanno colpiti i Talebani ma i bombardieri americani); allineati sulla politica aggressiva degli Usa nei confronti dell'Iran di cui l'Italia è il primo partner commerciale europeo (governo Berlusconi). Siamo gli "utili idioti" degli americani e loro, mentre pubblicamente ci danno amichevoli pacche, sotto sotto ci disprezzano, che è la giusta sorte cui vanno incontro tutti i servi sciocchi. 

Ma la questione non riguarda semplicemente l'Italia, riguarda l'Europa. È da quel dì che la "vecchia Europa", come la definì spregiativamente Donald Rumsfield, avrebbe dovuto prendere le distanze dall' "amico americano". Dal 1989. Prima l'alleanza sperequata con gli Stati Uniti era obbligata, perché solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per dissuadere l' "orso russo" dal tentare avventure militari in Europa Ovest. Questa difesa ci è costata un pedaggio pesantissimo. La Nato è stata lo strumento con cui gli Stati Uniti hanno tenuto soggiogata l'Europa, militarmente, politicamente, economicamente e alla fine anche culturalmente. Impedendo con ogni mezzo al Vecchio Continente di sottrarsi a questo giogo. Quando a metà degli anni '80 Germania e Francia tentarono di costituire un primo nucleo di esercito europeo dovettero rinunciarvi per diktat Usa. Ma ora questo pedaggio non ha più senso. Gli interessi americani non solo non coincidono più con i nostri, ma vi si oppongono. E l'unica cosa seria di questi dossier riservati riguardanti l'Italia è l'inquietudine americana per l'unica cosa seria che, più o meno consciamente, ha fatto Berlusconi in politica estera: il legame con Putin. Perché la Russia è indispensabile per un'Europa indipendente, anche se bisogna "turarsi il naso" davanti al genocidio ceceno. Il nemico dell'Europa non sta più in Europa. Il nemico sta oltreatlantico.

Adesso c'è la caccia all'uomo, a Julian Assange, con un pretesto qualsiasi. Non sappiamo chi sia Assange e cosa voglia, quel che è certo è che ha svelato gli "arcana imperi" e, fra le altre cose, ha dato il colpo definitivo alla credibilità delle democrazie le cui classi dirigenti ingannano l'ignaro cittadino facendo ogni giorno, ogni ora, sottobanco, l'opposto di ciò che affermano pubblicamente.

Massimo Fini

Rassegna stampa di ieri (05/12/2010)

Secondo i quotidiani del 6/12/2010