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Ddl intercettazioni. Si decide in queste ore sulla legge vergogna

di Sara Santolini

Nessuna legge negli ultimi anni ha destato più interesse e indegno. Nemmeno il decreto legge sul legittimo impedimento, che protegge Berlusconi e compagnia bella dalla magistratura fino a metà del 2011. Il decreto legge sulle intercettazioni invece sta diventando un vero e proprio affare di Stato, e sta mettendo in difficoltà il governo anche a livello internazionale. 

Venerdì scorso, oltre a qualche partito politico  (Idv, Sinistra ecologia e libertà, Prc-Pdci e Verdi), e a rappresentanti e aderenti a diverse organizzazioni (il "popolo viola", gli "articolo 21", "Valigia Blu"), c'erano e anche gli editori, per manifestare contro le multe salate (dai 64.500 ai 464.700€) previste nel caso di pubblicazione di indagini e intercettazioni prima dell'udienza preliminare. Nel contempo per i giornalisti - anche se le sanzioni sono state ridimensionate in sede di commissione - si prevede una multa dai 4.000 ai 20.000€ o fino a 2 mesi di carcere per la pubblicazione degli atti e delle intercettazioni oltre alla sospensione temporanea dalla professione. Le pene sono previste anche nel caso di pubblicazione di intercettazioni non più segrete e anche di vicende giudiziarie passate (in particolare anche di quelle per le quali sia stata ordinata la distruzione delle intercettazioni) ma, in entrambi i casi, la pubblicazione non crea problemi alla giustizia e informa semplicemente l'opinione pubblica dei reati commessi, ad esempio, da chi è stato eletto o si presenta alle elezioni, fornendo agli elettori un importante elemento di valutazione. Per questo l'Ordine dei Giornalisti ha deciso di ricorrere in ogni sede, anche comunitaria, non appena - e se - il decreto diventerà legge.  (...)

Corruzione legalizzata: un bel Ddl e passa la paura

Prima Pagina 21 maggio 2010