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Prima pagina 24 maggio 2010

Ddl intercettazioni. Si decide in queste ore sulla legge vergogna

Sara Santolini

Nessuna legge negli ultimi anni ha destato più interesse e indegno. Nemmeno il decreto legge sul legittimo impedimento, che protegge Berlusconi e compagnia bella dalla magistratura fino a metà del 2011. Il decreto legge sulle intercettazioni invece sta diventando un vero e proprio affare di Stato, e sta mettendo in difficoltà il governo anche a livello internazionale. 

Venerdì scorso, oltre a qualche partito politico  (Idv, Sinistra ecologia e libertà, Prc-Pdci e Verdi), e a rappresentanti e aderenti a diverse organizzazioni (il "popolo viola", gli "articolo 21", "Valigia Blu"), c'erano e anche gli editori, per manifestare contro le multe salate (dai 64.500 ai 464.700€) previste nel caso di pubblicazione di indagini e intercettazioni prima dell'udienza preliminare. Nel contempo per i giornalisti - anche se le sanzioni sono state ridimensionate in sede di commissione - si prevede una multa dai 4.000 ai 20.000€ o fino a 2 mesi di carcere per la pubblicazione degli atti e delle intercettazioni oltre alla sospensione temporanea dalla professione. Le pene sono previste anche nel caso di pubblicazione di intercettazioni non più segrete e anche di vicende giudiziarie passate (in particolare anche di quelle per le quali sia stata ordinata la distruzione delle intercettazioni) ma, in entrambi i casi, la pubblicazione non crea problemi alla giustizia e informa semplicemente l'opinione pubblica dei reati commessi, ad esempio, da chi è stato eletto o si presenta alle elezioni, fornendo agli elettori un importante elemento di valutazione. Per questo l'Ordine dei Giornalisti ha deciso di ricorrere in ogni sede, anche comunitaria, non appena - e se - il decreto diventerà legge.

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Corruzione legalizzata: un bel Ddl e passa la paura

di Alessio Mannino

L’eterno piagnisteo sulla corruzione è ormai una costante del nostro paese. Brutta, bruttissima cosa, s’intende. Ma, come tutti i luoghi comuni, ce ne siamo riempite le tasche. Quest’Italia di furbetti del quartierino corrompe e si fa corrompere perché atavicamente priva di nerbo civico, di senso morale, di educazione politica. La mercificazione economicista (tutto ha un prezzo, niente ha valore) ha poi fatto il resto. 

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L'infame guerra contro l'Afghanistan

Il Fatto 20 maggio 2010

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Parleremo della stangata. Certo: quando sarà resa nota

di Valerio Lo Monaco

Qualcuno tra i lettori ci ha scritto, non senza toni di critica, chiedendoci il motivo per il quale, negli ultimi recenti giorni, non siamo entrati (o non abbiamo parlato, se non di sfuggita) della maxi-stangata che si sta per abbattere su noi italiani, in seguito alla manovra correttiva che Tremonti sta preparando.  

La risposta è semplice e presto detta, ed è lo stesso identico motivo per il quale ne abbiamo invece parlato, e in anticipo rispetto alla grande maggioranza di tutti gli altri, quando la notizia ha iniziato a trapelare. Affrontiamo un argomento, generalmente, in due modi: non appena una notizia ci appare degna di nota, con intenti anticipatori rispetto a quelli dell'agenda setting generale (qui, in merito all'agenda setting) e poi solo ed esclusivamente quando è veramente il caso di farlo. Ovvero dopo che siano usciti i particolari.  (leggi tutto)

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Rassegna Stampa di ieri a cura di Arianna Editrice

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Secondo i quotidiani del 25/05/2010

Parleremo della stangata. Certo: quando sarà resa nota