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Prima Pagina 3 giugno 2010

Fiamma Nirenstein e le "verità capovolte". Le sue

di Ferdinando Menconi

“Dieci morti per una verità capovolta” è il titolo di un recentissimo articolo di rara faziosità di Fiamma Nirenstein in cui la giornalista si sforza di capovolgere una verità evidente, cosa cui ci ha abituato quando parla del suo amato Israele, in perfetta conformità con la linea delle prime pagine del Il Giornale, ma l’unica cosa che riconosciamo possa capovolgersi è Montanelli nella tomba nel vedere come è stato ridotto il giornale da lui fondato.

Montanelli, se ne condividessero o meno le idee, era uomo da verità scomode, magari proprio sulla questione palestinese, ma non certo da verità capovolte ed è proprio questo ciò che Il Giornale sta provando a fare. Il commento alla foto di prima pagina, dove verrebbe dimostrato che i soldati israeliani sono stati aggrediti a colpi di bastoni di ferro e sedie, è semplicemente grottesco, ben oltre i limiti del ridicolo. Consoliamoci col fatto che non arrivano a dire che è stata la nave turca ad abbordare le unità della marina israeliana, perché visto come ha aperto l'altro giorno, a questo punto è già tanto.  leggi tutto

 

Frattini come Marzullo. «Si faccia un’inchiesta, si dia un’assoluzione»

di Federico Zamboni

Frattini come Marzullo. Anzi, molto peggio. Perché l’ormai proverbiale «Si faccia una domanda, si dia una risposta» era solo una trovata da quattro soldi, affondata tra mille altre banalità salottiere di nessun conto, mentre la versione del ministro degli Esteri è una mistificazione della peggior specie, applicata a una strage che si sarebbe potuta e dovuta evitare. E che, del resto, ha suscitato sconcerto e indignazione anche all’interno di Israele, tra quei cittadini che giustamente non sono disposti a confondere l’amor di patria con un avallo indiscriminato alle decisioni del governo in carica. Come ha sottolineato il celebre scrittore David Grossman, che pure esclude una decisione preesistente di sparare sui passeggeri della “Mavi Marmara” e pensa a un tragico errore da parte di chi ha deciso e gestito l’intervento dei militari dell’Idf, «nessuna spiegazione può giustificare o mascherare il crimine commesso da Israele e nessun pretesto può  motivare l’idiozia del suo esecutivo e del suo esercito»Leggi tutto.

Crepa, Italia. Che peggio di così è difficile andare

di Alessio Mannino

Lo Stato d’Israele assalta una nave di pacifisti in acque internazionali e fa una mezza strage, e il nostro ineffabile ministro degli Esteri Franco Frattini, invece di condannare l’accaduto, che sarebbe il minimo, si preoccupa di sottolineare che«l’Italia è amica dello Stato ebraico e… la democrazia israeliana deve dare oggi una risposta chiara per continuare a essere salda e credibile al tavolo della pace con l’Autorità palestinese». Frattini, asciugati la saliva dalla bocca, mentre noi ce la togliamo dalla dita per aver sfogliato la prima pagina del Giornale di ieri, che così titolava: “Israele ha fatto bene a sparare”. Vittorio Feltri: il peggio del peggio.

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Le balle che preludono al caos  

il Fatto 1 giugno 2010

Nell'ultima pagina del mio libro "il denaro. «Sterco del demonio"», del 1998, dopo aver raccontato la trionfale cavalcata del denaro dall'epoca della sua prima apparizione (a cavallo fra l'VIII e il VII secolo a.C., in Lidia piccolo regno dell'Asia Minore nell'orbita della cultura greca) ai giorni nostri e della sua progressiva trasmutazione, quasi alchemica, da mero intermediario dello scambio, per evitare le triangolazioni del baratto, e misura del valore a merce vera e propria sia pur assai volatile, così concludevo: «Il giorno del Big Bang non è lontano...(...)

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James Cameron sul "set" del disastro del Messico. E ora i titoli di coda

di Valerio Lo Monaco

Quanto sta accadendo nel Golfo del Messico e cosa sta suscitando, come contorno a una tragedia mondiale - che di questo si tratta - ha tra le altre cose del grottesco. E non ci riferiamo solo ai tentativi falliti da parte della British Petroleum di fermare la fuoriuscita di petrolio nel mare, dopo l'evento catastrofico avvenuto già un mese e mezzo fa.

Sono infatti circa 45 giorni che è in corso la contaminazione del mare, della flora e della fauna di quelle zone, e da altrettanti giorni è evidente - o dovrebbe - che si sta compiendo sotto gli occhi di tutti la conseguente fine dell'uomo, da che ha iniziato a sfruttare la Terra in questo modo.

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