Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 12 luglio 2010

La politica secondo Silvio? Assomiglia a una SpA

di Federico Zamboni

Settimana difficile, per Silvio Berlusconi. Dieci giorni fa aveva preannunciato che non appena fosse rientrato dai suoi viaggi all’estero (dove, da par suo, aveva stretto accordi commerciali per «più di un punto di Pil») ci avrebbe pensato lui, a raddrizzare la rotta sia del PdL che del Governo. Testuali parole: ghe pensi mi. Traduzione: il padrone si era allontanato un momento, o due, ma adesso torna a casa, ovverosia in azienda, e rimette tutto a posto. Chi è che rompe i coglioni? Il solito Gianfranco Fini? Non c’è problema. Una bella strigliata e lo rimettiamo in riga. Se poi la strigliata non dovesse bastare andiamo oltre. Un bell’ultimatum. O con noi o contro di noi. O pace o rottura, per dirla con la ponderata, sicilianissima fermezza di Schifani. O dentro o fuori: fuori dalle palle, per dirla con la mirabile, fragrante semplicità emiliana della Zanicchi. Che sarà mai? Morto un papa se ne fa un altro. Perso un alleato se ne trova un altro. Un po’ si tratta, un po’ si contratta, e il gioco è fatto. Chiamate Vespa. Chiamate Casini. Organizzate una cena. Ghe pensi mi.    leggi tutto

 

Bentornati quotidiani

di Valerio Lo Monaco

Ci sono mancati? Niente affatto, a dire il vero. Dopo lo sciopero di Venerdì scorso, quando le edicole sono state semi deserte e i siti dei più visitati media nazionali sono rimasti fermi, nei giorni scorsi tutto è tornato regolare e abbiamo potuto finalmente ricominciare a navigare stancamente, praticamente in bonaccia, tra un sito e l'altro. Alla ricerca di notizie. Di spiegazioni delle stesse. Naturalmente invano.

Anche noi, per dovere professionale molto più che per piacere o per utilità, leggiamo i noti quotidiani cartacei e navighiamo su quelli on-line. Oltre alle agenzie e, per fortuna, a tutta la (pochissima) stampa e ai (fortunatamente più numerosi) siti web non ufficiali e non di massa che soli, veramente, ci consentono di sapere e capire ciò che merita. Ma insomma, ci sottomettiamo con noia alla teoria del nulla costantemente vomitata sulle homepage dei siti istituzionali. Che sono diventati - o forse lo sono sempre stati - contenitori del nulla sottovuoto al solo fine di competere tra loro per il primato relativo alle pagine viste.  (leggi tutto)

Esercito europeo. Per farla finita con l'odiata Nato 

L'Europeo 24 - il conformista 12 giugno 1992

Se il Vecchio continente vuole ritrovare la propria identità deve organizzarsi attorno a una "centralità" franco-tedesca. E avere un proprio sistema difensivo.

 

Due settimane fa a La Rochelle è nato l'Eurocorps, il corpo d'armata franco-tedesco, aperto alla partecipazione degli altri Paesi Cee, che, nelle intenzioni di Kohl e Mitterand, dovrebbe accelerare la formazione di un vero esercito europeo. L'iniziativa è piaciuta pochissimo agli americani e agli inglesi. Il segretario di Stato, Baker, ha dichiarato senza mezzi termini che gli Stati Uniti sono contrari anche alla sola ipotesi di una forza militare europea indipendente. Gli americani temono che sia messa in pericolo la cosiddetta "centralità" della Nato, vale a dire il loro monopolio, militare e politico, nel Vecchio continente. In quanto agli inglesi si sa benissimo che stanno in Europa solo per boicottarla. (leggi tutto)

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Mondiali africani: quasi una beffa (e non per il risultato)

di Ferdinando Menconi

Quasi una beffa, gli strombazzati mondiali “africani”, quelli del “continente nero”, che a malapena accetta l’africa berbera e beduina a nord del Sahara, almeno per così com’è stato dipinto nella cerimonia iniziale, dove la componente bianca, alla faccia di tutti i proclami antirazzisti, è stata bellamente marginalizzata. Quasi una beffa, poi, perché in finale la Spagna ha meritatamente battuto la “squadra di casa”.

Sì, la “squadra di casa” perché l’Olanda, a rischio di passare per razzisti secondo il comune, ignorante, sentire, è l’unica squadra che riesca a portare gli africani bianchi, i “boer” quei “contadini” che hanno trasformato la savana in terre coltivabili, in uno stadio di calcio. I discendenti degli olandesi schifano il calcio, loro sono quelli del rugby del bel film “Invictus” e che Mandela ha capito essere fondamentali affinché il Sudafrica non sprofondi nel baratro cui il resto dell’Africa sembra essere destinato.

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Nei quotidiani di oggi:.. prime pagine, temi

 

Rassegna Stampa di ieri a cura di Arianna Editrice

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