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Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Prima pagina 30 luglio 2010

Fiat/1: Il modello Marchionne

di Federico Zamboni

Un rapido riepilogo: la Fiat chiude la fabbrica di Pomigliano e fonda una “newco”, una “new company” che azzera i contratti in essere per poi ricostituirli a modo suo; la new company (così trendy, detto in inglese...) non si iscrive a Confindustria e, conseguentemente, si chiama fuori dall’adesione agli accordi nazionali di categoria; Marchionne, nelle sue vesti di amministratore delegato dell’azienda, spara a zero sui sindacati che non si piegano ai suoi diktat e li definisce “poco seri”; lo stesso Marchionne annuncia che la Fiat trasferirà un’importante linea di produzione in Serbia. 

Come si vede, non si tratta di singoli atti a sé stanti ma di una vera e propria strategia a tutto campo. Che scaturisce da una visione unilaterale dei rapporti tra impresa e dipendenti e che ha come scopo immediato la cancellazione del preesistente modello di relazioni sindacali, per poi arrivare a un drastico e generalizzato ridimensionamento dell’intero quadro normativo a difesa dei lavoratori. La logica, brutale, ci riporta al capitalismo selvaggio di un passato che sembrava definitivamente superato e che invece, evidentemente, era solo occultato dietro una maschera momentanea imposta dai tempi. La logica, tipica dei neoliberisti e dei fautori della globalizzazione in stile WTO, è che il denaro è tutto e che l’unico principio inderogabile è quello del massimo profitto. Ergo, l’impresa ha tutti i diritti, in quanto detentrice dei capitali da investire dove più le conviene, mentre i lavoratori non ne hanno nessuno, in quanto mera manodopera che si può reperire in un qualsiasi altro luogo del pianeta, là dove gli stipendi sono più esigui e le tutele di legge più esili.   leggi tutto 

Fiat/2: pomiglianizzazione del lavoro

 

di Alessio Mannino

Nelle fedifraghe rassicurazioni dei suoi fan, Pomigliano doveva essere un caso isolato, ricordate? Col fischio. Sulla bilancia c’è l’effetto devastante della globalizzazione. Ovvero, in questo caso, la decisione di trasferire la produzione della nuova Multipla in territorio serbo. Mettendo a rischio l’esistenza dello storico stabilimento di Mirafiori. “Marchionne ha subito precisato che il monovolume in Serbia «non toglie prospettive al futuro di Mirafiori», perché «ci sono altre possibilità a disposizione che possono portare allo stesso risultato e garantire gli stessi volumi di produzione previsti». Il problema, però, è quello di «garantire condizioni operative che permettano di lavorare in modo continuo». Lo stesso nodo di Pomigliano”. (leggi tutto)

 

Ah quel mediano del Bologna!

L'Europeo 7 - il Conformista 8 febbraio 1995

Proponendo Romano Prodi come leader del Polo che dovrebbe fronteggiare Berlusconi alle prossime elezioni i progressisti hanno dimostrato ancora una volta di non aver capito nulla. Nulla di quello che bolle in pentola. DI non aver capito ciò che Berlusconi ha capito benissimo: il maggioritario e le rpofonde modificazioni politiche e culturali di cui è, insieme, effetto e causa. Di non aver capito che in Italia non è più tempo di scelte elitarie, che vengono calate dall'alto. Che oggi le scelte dall'alto devono venire dal basso. Sembra che i progressisti vivono sulla Luna o che provengano da lontane epoche iperboree, non per niente la discesa in campo di Prodi è stata fortissimamente voluta da Dossetti, uno che si era ritirato 40 anni fa in un monastero, che era attivo con La Pira, Sullo, De Gasperi, e che, improvvisamente riemerso dall'aldilà, non può comprender nulla dei tempi moderni, del rap, di Ambra, di Berlusconi e del maggioritario.

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Nomine Rai aspettando il Parlamento: e l'informazione?

di Sara Santolini

Se le nomine Rai continuano a slittare un motivo ci sarà.

Di giorno in giorno siamo arrivati a fine luglio. Pare però che domani sarà il giorno fatidico e i nomi proposti da Mauro Masi - il Direttore Generale che ha ricoperto cariche governative nel 2001 e nel 2005 durante due successivi governi Berlusconi e che tolse i canali Rai Sat dalla piattaforma Sky - saranno votate dal cda Rai.

Il pacchetto di nomine dovrebbe portare, tra gli altri, Susanna Petruni alla direzione di Rai2, mantenere Paolo Ruffini a Raitre (reintegrato dai giudici), Antonio Di Bella a New York al posto di Borrelli, Franco Ferraro a Rai News 24, Massimo Liofredi alla Direzione dei Diritti Sportivi.

Questa lista di nomine - come al solito alla Rai - ha creato una serie di polemiche. La cosa più odiosa è la naturalezza con la quale si parla di nomine "politiche" e di slittamento delle votazioni legato a quello che accade nel frattempo nella politica italiana. 

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