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Prima pagina 09 luglio 2010

Oddio, un’intera giornata senza i bla-bla della stampa

di Federico Zamboni

I giornalisti fanno sciopero e noi, come vedete, siamo qui a fare il nostro solito lavoro. Il motivo è semplice: quand’anche iscritti allo stesso ordine professionale, che ha smarrito da un pezzo la propria ragion d’essere, noi e la stragrande maggioranza dei “colleghi” non abbiamo nulla a che spartire. Senza farla troppo lunga, e tenendoci alla larga da qualsiasi eccesso di compiacimento per la nostra totale e consapevole alterità, la differenza fondamentale è che essi fanno parte di questo sistema e noi no. 

Noi pensiamo che siano sbagliate le premesse, a cominciare dall’asservimento di tutto – e quindi anche della cultura, dell’arte e della stessa informazione – alla logica del profitto. E dunque ai potentati, espliciti e occulti, che vi presiedono. Loro, salvo rare eccezioni, si limitano a prendere atto della situazione e cercano di ritagliarsi uno spazio, di guadagno e di carriera, all’interno della realtà attuale. Ignorando completamente, per ottusità o per convenienza, i nodi fondamentali da cui discendono tutte le altre distorsioni: uno, la vera funzione della stampa, che non si può esaurire nel riversare enormi flussi di notizie a getto continuo; due, la necessità di evitare qualunque commistione tra i media e le imprese di altro tipo, essendo palese (per chi sia in buona fede) che se la proprietà di un giornale è nelle mani di banche e industrie l’autonomia della testata è preclusa a priori.   leggi tutto

 

Economia e Autunno caldo. Altro che estate

di Valerio Lo Monaco

Il reddito delle famiglie italiane continua a calare. Lo dichiara l'Istat: anche nell'ultimo trimestre c'è stato un calo dello 0,2 % e rispetto al periodo corrispondente del 2009 (2.6% su base annua) gli investimenti fissi si sono ridotti di oltre il 10%. Unitamente a questo, la notizia di ieri è che la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse all'1%, ovvero al minimo storico. Per le Banche, naturalmente. A esse la Banca Centrale Europea presta denaro all'1% di interesse (ciò non toglie che alla Grecia, cioè ai cittadini, si siano fissati tassi al 6%). Ma insomma anche chi ha mutui a tasso variabile, pur pagando tassi molto bassi deve sommare, come sempre, al tasso della Bce quello imposto dalla Banca di riferimento. Si tratta comunque di un minimo storico, da tempo.

Alcuni giorni addietro, inoltre, abbiamo commentato la notizia di una tendenza al risparmio delle famiglie anche per i generi alimentari.

Si tira la cinghia, insomma, e in questo caso proprio letteralmente, considerando che se si risparmia sui generi alimentari vuol dire proprio che la crisi si sente, eccome.  (leggi tutto)

Uno sciopero pretestuoso

il Fatto 8 luglio 2010

Sono contrario allo sciopero dei giornalisti indetto dalla Federazione nazionale della Stampa contro la legge sulle intercettazioni, anche se, naturalmente, mi adeguerò alle decisioni del nostro sindacato. Sono contrario però per ragioni diverse da quella sostenuta da Marco Travaglio su questo giornale e cioè che volendo lottare per la libertà di stampa noi, con lo sciopero, finiamo per imbavagliarci da soli. Non si tratta di questo. Lo sciopero dei giornalisti è, per sua natura e con tutta evidenza, un'azione corporativa diretta contro le pesanti sanzioni che la legge prevede per cronisti ed editori che divulghino il contenuto di intercettazioni, telefoniche o ambientali, nella fase delle indagini preliminari, che, a mio parere, sono sacrosante, e non contro le limitazioni imposte all'Autorità giudiziaria nelle sue attività di indagine, che sono invece totalmente inaccettabili (uno sciopero dei giornalisti contro questa parte della legge sarebbe di per sé incomprensibile, se i giornalisti ritengono che una norma, che non li riguarda direttamente, è ingiusta non fanno sciopero, danno battaglia attraverso i media che hanno a disposizione, così come non scioperano, poniamo, contro la manovra finanziaria).

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Obama è Bush travestito?

di Alessio Mannino

Giuro che se trovo ancora uno che giura sul fatto che Obama sarebbe diverso da Bush, tronco la conversazione e lo mando affanculo. Per chi ne fosse ancora convinto, l’intervista apparsa ieri sul Cocchiere della Sera (per la ghiotta occasione in formato stuoino) al presidente Usa è la prova schiacciante che Obama è un’illusione, e pure di lana grossa. Dopo aver recitato il protocollo dichiarandosi grato all’Italia per il contributo militare in Afghanistan, il quasi nero Barack spiega così la presenza occidentale in quel fiero paese che non si piega: «Il fatto è che l’Afghanistan veniva usato come base per attività terroristiche rivolte contro tutti noi. La regione al confine tra Afghanistan e Pakistan continua a essere base di lancio per le bande del terrore. La nostra presenza ha però messo Al Qaeda in rotta, rendendola incapace di lanciare attacchi su larga scala come in precedenza». Il candidato democratico, tendenzialmente pacifista, bello buono e bravo fa proprie le stesse, identiche ragioni, precise fino al millimetro, dell’odiato predecessore, il repubblicano, il texano dal grilletto facile e teorico della guerra preventiva George W. Bush. Cioè sparge menzogne. 

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Rassegna Stampa di ieri a cura di Arianna Editrice

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