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Il Giornale: Dalli ai traditori!

La tentazione sarà anche un po’ sciocca, ma stavolta non abbiamo resistito: siamo andati a vedere cosa ha scritto il Giornale dopo il voto di ieri a Montecitorio. E in primissimo piano, sulla homepage del sito, abbiamo trovato un articolo, a firma di Fabrizio De Feo, che si segnala per l’acume della riflessione politica, e per il garbo dell’approccio, già a partire dal titolo: Ecco chi sono i giuda che hanno pugnalato il governo alla Camera

Incisivo. Ma un po’ generico. E allora, in attesa di completare l’informazione coi nomi dei reprobi e con gli utili, puntuali chiarimenti di cui diremo tra poco, si è pensato bene di riportarne le facce, in formato fototessera o giù di là: una accanto all’altra ma separate da un filo di bianco, come accade di solito quando si dà notizia dell’arresto di una banda criminale e, in mancanza di una bella foto di gruppo che li mostri tutti insieme, si mettono in sequenza i singoli membri. Cinque uomini e due donne. Con al centro, a sottolinearne il rilievo nell’ignobile macchinazione, quella che è certamente la figura più nota al grande pubblico: Gabriella Carlucci. Colei che è appena transitata dal Pdl all’Udc e che, quando ormai la notizia era di dominio pubblico, si ostinava a spiegare di non essersela sentita di parlarne preventivamente col presidente del Consiglio perché «Io a Berlusconi gli voglio bene, lo stimo moltissimo e continuerò a volergli bene e a stimarlo. Purtroppo le cose sono andate così e ora si possono raddrizzare solo se lui fa un passo indietro e permette a una personalità del centro destra di guidare un governo che sappia rispondere alle richieste dell' Europa. Io sono seriamente preoccupata per quello che è successo nelle ultime settimane».

Cose che succedono, a essere così coscienziosi. Eppure, chissà perché, il suo rigore non è stato compreso. E dopo il capitombolo di ieri, come scrive il Giornale, lo sconcerto ha rotto gli argini, tramutandosi in autentico, accorato, umanissimo sfogo. Sia su di lei che sugli altri disertori. «Successivamente [al voto], in privato, Berlusconi riflette sui voltafaccia a cui ha assistito in aula. E lo fa non nascondendo amarezza, stupore, sorpresa soprattutto per tre di loro. “È incredibile il comportamento di Gabriella Carlucci. Le ho dato lavoro per dieci anni in televisione. L’ho creata io politicamente. Sono esterrefatto”. Sentimenti simili per Roberto Antonione. “Sono costernato, l’ho voluto come governatore del Friuli, l’ho sempre considerato un amico, sono stato il padrino di suo figlio, ho sempre avuto con lui un rapporto al di là della politica. Mi sento tradito personalmente”. Infine su Giustina Destro: “Mi implorava di fare campagna elettorale e ho sempre trovato il tempo perché avevo a cuore lei e la sua città. Senza di me non sarebbe diventata sindaco di Padova».

Cose che succedono, a essere così generosi. 

Marco Lambertini

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