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BP. L’assassino torna sempre sul luogo del delitto

Riporta il Washington Post di oggi, che la British Petroleum sta trattando con il Dipartimento per l’Energia USA la possibilità di riprendere le trivellazioni nel Golfo del Messico. Il cadavere, ossia il mare, non è ancora freddo, ancora non è passato un anno dall’incidente che riversò tonnellate di petrolio nell’oceano per 87 giorni consecutivi, e già la grande industria bussa alle porte della politica per riprendere il proprio business.

Al momento gli USA sono possibilisti. Non c’è già più traccia del rigido atteggiamento di chiusura che Obama solo un anno fa sbandierava davanti al disastro delle coste americane gonfie di catrame. E il Washington Post prepara il terreno specificando che questa ripartenza della British Petroleum è inevitabile: il suo potenziale industriale è enorme e, seguendo le normali leggi dell’economia, deve trovare il modo di sfruttarle pienamente, ad ogni costo. Lo stop di quest’ultimo anno in quel pozzo delle meraviglie che è il Golfo del Messico sta cominciando a pesare, ed ecco quindi le richieste per nuove trivellazioni.

Obama è in imbarazzo: dopo la conferma del nucleare, pur davanti a Fukushima, sarà presto costretto a tirare i remi in barca anche sullo stop alle trivellazioni petrolifere, seppellendo definitivamente la sedicente anima ambientalista della sua presidenza. Business is business, e l’unico debole appiglio per giustificare la marcia indietro è assicurare ai propri cittadini, specie a quelli che vivono affacciati sul Golfo, e alla comunità internazionale, che gli standard di sicurezza richiesti alla BP, in caso di nuove trivellazioni, saranno severissimi.

Vari specialisti che stanno seguendo le trattative, hanno però già rilevato che le garanzie fornite dall’industria inglese sono minimali, destinati probabilmente a restare sulla carta. E mentre le trattative proseguono, la BP già si è venduta sui mercati azionari la notizia di aver ricevuto dieci nulla osta dagli USA, che hanno prontamente smentito. Un tira e molla grottesco, tra due soggetti diversamente avidi, l’uno di fonti energetiche che alimentino la propria bulimia di consumo, l’altro di affari senza limiti, come senza limiti ci si illude che sia la resistenza degli ecosistemi alle devastazioni di origine umana.

Davide Stasi

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