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L'idea allucinogena del Pd: rifare l'Ulivo - FREE

Uno degli effetti collaterali più rilevanti del risultato delle recenti elezioni Amministrative è stato quello di far venire in mente all'area politica del Centrosinistra una idea fulminante: tentare di realizzare un Ulivo bis.

Oltre alla sonora sberla per l'area berlusconiana, alla pernacchia per il sedicente Terzo Polo di Fini-Casini-Rutelli e alla nascita vera e propria, da adesso, del partito di Beppe Grillo, è spuntata dunque fuori, dietro gli effetti euforizzanti di un Cavaliere perdente quasi ovunque, l'illuminante volontà di fare un nuovo assembramento sinistrorso di varia natura. Più che illuminante, come idea, diremmo allucinogena.

Insomma il Centrosinistra ha capito che Berlusconi si può battere ma pare aver intuito che si può battere solo sull'onda di una nuova idea politica - nuova si fa per dire - ovvero l'antiberlusconismo arrembante del tutti insieme contro uno

Addirittura è saltato fuori nuovamente Prodi. Lo abbiamo intravisto partecipare sorridente all'ennesimo comizio dell'attuale segretario del Pd, Bersani, che in lacrime festeggiava la vittoria. Vittoria che naturalmente non è la sua, né del Pd, né del Centrosinistra, per quello che questo voglia dire.

Una analisi politica un pelino più sofisticata avrebbe di certo rilevato che ovunque i governi, di qualsiasi natura essi siano, perdono consensi e che a vincere, in tutta Europa, sono semmai le coalizioni con bandiera verde ambientalista (fukushima?) oppure di estrema destra (condizioni sociali?, immigrazione?). Insomma chiunque sia al governo, in questa fase economico e politica disastrosa, perde. E chiunque va al governo farà male, malissimo, visto che da questa crisi non si ha idea sul come uscirne. Ma questa elementare analisi è fantascienza politica, per il Centrosinistra del nostro Paese. Tanto più, appunto, che si rispolvera una soluzione funesta come l'ennesimo raccogliersi attorno a un tema, l'antiberlusconismo, che potrebbe al massimo far vincere le prossime elezioni Politiche ma che per il Paese sarebbe l'ennesima mannaia.

Inutile rammentare i nefasti dell'Ulivo e dei governi di Centrosinistra durati lo spazio di un mattino, giusto il tempo di incamerare i diritti di pensione per i Parlamentari e i contributi elettorali per i partiti, continuare a immobilizzare il Paese per qualche mese e poi sprofondare nuovamente il tutto, grazie alle solite, strutturali differenze dei convitati al governo, in una ennesima, avvilente e sfinente campagna elettorale.

I vari Bersani, Vendola e Di Pietro, più vari e avariati altri strateghi di corte, si stanno già spendendo per abbozzare il nulla attorno al quale fare la chiamata alle armi dei contras rossi, sbiaditi, verdi, arcobaleno e compagnia manifestando unitamente a qualche soggetto di facile memoria (rispunterà anche Mastella?). Progetto comune che, se condiviso, potrebbe portare a una nuova coalizione eccetera eccetera. La storia è nota. E anche il finale lo è. 

Ora, è molto probabile che alle prossime elezioni Politiche a Berlusconi succederà (il che non è poco, beninteso) un governo di Centrosinistra, nel classico stile dell'alternanza senza alternativa, poiché la maggioranza degli italiani, purtroppo, è ben lontana dal capire la storia dei sudditi e della finta democrazia attuale: si dividerà in curve da stadio e, anche in questo caso, la storia è nota. Ciò che conta capire, per quanto ci riguarda, è il fatto che così facendo, il nostro Paese non potrà che continuare a sprofondare nell'immobilismo attuale. Con la pericolosa - e definitiva? - deriva, che siccome la Storia sta virando rapidamente, molto rapidamente, nei confronti del cambio di paradigma che stiamo studiando da tempo, sarà probabilmente il governo di Centrosinistra a consegnare il Paese nelle mani degli speculatori internazionali che già ci volteggiano sopra, nella (ormai) classica spirale in cui sono finiti la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo, presto la Spagna e, appunto, l'Italia.

Non appena vedremo all'orizzonte una alternativa vera, una idea politica forte e chi tenta di portarla avanti, naturalmente ne renderemo conto. Per ora il futuro è nero, pur colorandosi temporaneamente di un vago rosso d'antan.

 

Valerio Lo Monaco

Referendum: la speculazione del Pd (1)

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