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Italia condannata: l’emergenza rifiuti viola il diritto alla vita privata e familiare

La Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha condannato lo Stato Italiano per la gestione, o meglio l’assoluta mancanza di gestione, dell’emergenza rifiuti in Campania. In particolare la Corte ha avuto modo di pronunciarsi in merito grazie al ricorso presentato da alcuni cittadini di Somma Vesuviana, una cittadina di 35 mila anime poco distante da Napoli, interessata dall’abbandono delle immondizie sulle strade. 

La sentenza, seppur pronunciata contro lo Stato italiano, è però meno dura di quello che avrebbe potuto. Infatti non c’è alcun riconoscimento dei danni alla salute che vivere in condizioni poco salubri arreca, ma soltanto quello del diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare. Lo Stato non può costringere i cittadini a vivere in condizioni sanitarie critiche ma gli studi scientifici sull’esistenza di un legame tra l’aumento dei casi di cancro e l’emergenza dei rifiuti in Campania non sono stati considerati sufficienti, perché divergenti tra loro, per condannare l’Italia anche per danni alla salute. 

La Corte di Strasburgo non ha riconosciuto neppure il risarcimento da 15 mila euro per danni morali richiesto dai ricorrenti. L’unico indennizzo previsto dai giudici è quello per l'avvocato Errico di Lorenzo, rappresentante del gruppo: lo Stato italiano gli dovrà infatti risarcire 2.500 euro per le spese legali sostenute, contro gli oltre 20 mila euro originariamente richiesti dall’avvocato.  

red

 

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