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L’Algeria intima ad Erdogan di smettere di fare politica sui morti algerini

Dopo l’approvazione, all’Assemblea Nazionale francese, della legge che criminalizza il negazionismo sul genocidio armeno, Erdogan aveva accusato la Francia, per fini strumentali che non erano sfuggiti a nessuno, di genocidio nei confronti degli algerini durante la loro guerra di indipendenza.

Adesso è arrivata la risposta, non di Parigi, ma di Algeri, che intima al leader turco di smettere di strumentalizzare quei morti. Il premier Ahmed Ouyahia ha dichiarato che, se ogni paese ha diritto di difendere i suoi interessi, nessuno può farlo giocando sui morti algerini, che secondo Algeri furono 45mila o, per le fonti occidentali, 18mila, cifre importanti, ma molto lontane dal milione e mezzo o 500mila armeno, a seconda delle fonti: la differenza che c’è fra un massacro e un genocidio.

Ahmed Ouyahia ha, inoltre, fatto notare ad Erdogan che, all’epoca dei fatti, la Turchia era già nella NATO e quindi alleata della Francia, alleanza che onorò non solo non facendo nulla per lotta algerina per l’indipendenza, ma anzi fornendo aiuto materiale alle forze armate di Parigi.

(fm)

Declassati. E non è finita

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