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Isola del Giglio: rischio ambientale “altissimo”

Dopo il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, a breve distanza dalle coste dell’Isola del Giglio, il rischio ambientale è “altissimo”. E se a dirlo è il ministro dell’ambiente, Corrado Clini, sarà davvero così. «L'obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo fretta». In altre parole, meglio dare un’ultima occhiata alle coste dell’isoletta toscana, perché presto non saranno più le stesse.
Oggi il ministro parteciperà ad un vertice presso la prefettura di Livorno, proprio per parlare del problema ambientale e dei rischi che corrono gli ecosistemi locali a causa del mostro da 114mila tonnellate che sta affondando nel mare Tirreno. L’intento, o forse sarebbe meglio dire la speranza, è che si trovino subito delle risposte concrete a quanto può accadere sia all’ambiente che alla salute pubblica se le enormi quantità di carburante, come anche i 198 fusti contenenti sostanze pericolose presenti sulla nave, si dovessero disperdere in mare.
«Alla luce di quanto accaduto e della delicata situazione al Giglio – ha riferito il ministero - il ministro ha deciso di inserire all'ordine del giorno dell'incontro le urgenti problematiche legate al naufragio, agli interventi da predisporre a tutela dell'ambiente e, in generale, alla navigazione delle grandi navi in aree naturalisticamente sensibili».
La possibilità che qualcosa di buono possa uscire da questo incontro è tutta legata al fatto che alla riunione, prevista per le 15 di oggi, non interverrà solo una serie fin troppo lunga di politicanti allo sbaraglio, ma ci saranno anche rappresentanti dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'Ispra, del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e, domani, anche dei Vigili del Fuoco, da venerdì sera impegnati nei soccorsi.
(red)

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