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Rc Auto. Ma non sono già “liberalizzate”?

Come se il costo altissimo delle assicurazioni in Italia - il più alto d’Europa - dipendesse soprattutto dal numero di incidenti da ripagare, nel provvedimento per la liberalizzazione delle assicurazioni auto è spuntata una norma anti frode che dovrebbe servire a far ottenere degli sconti consistenti. In particolare gli automobilisti che accetteranno di farsi installare in macchina una sorta di scatola nera, a spese dell’assicurazione, che ne registri i movimenti e gli eventuali incidenti pagheranno di meno. Sì, ma quanto?

L’esperimento, già condotto nel 2007 dall’Isvap con il nome Check Box, a suo tempo non ha dato i frutti sperati. Le 13 compagnie coinvolte su tutto il territorio nazionale avevano infatti applicato uno sconto di appena il 10 per cento, il minimo ammissibile. Quota così bassa da non attirare molto la clientela, soprattutto a fronte di un aumento dell’Rc che solo nel periodo 2009-2010 è stato del 25% per le autovetture e del 35% per i motocicli. La scatola nera è poi votata al fallimento per un’altro motivo: lega il cliente alla società assicuratrice, essendo fornita in comodato d’uso e considerando che le riduzioni tariffarie non scattano nell’immediato ma dopo un periodo di “prova” della scatola, limitando di fatto la facoltà di recesso del cliente.

Al fine di contrastare le frodi inoltre è previsto il «carcere fino a cinque anni e radiazione dall’albo professionale per i periti assicurativi che accettano e stimano falsamente danni a cose conseguenti a sinistri stradali da cui derivi il risarcimento a carico della società assicuratrice». Inoltre, per evitare che i contrassegni vengano falsificati, si prevede l’introduzione di etichette RFID (Identificazione a radio frequenza) che possano essere letti da autovelox e dai Tutor autostradali.

Il vero problema delle assicurazioni in Italia, e il motivo per il quale costano così tanto, è però la mancanza di trasparenza concorrenziale: il settore è in realtà stato liberalizzato nel 1994, e dunque c’è poco che una nuova legislazione, in questo senso, possa ancora fare. E invece Monti vuole inserire per l’assicuratore l’obbligo di proporre al proprio cliente almeno tre compagnie assicurative differenti, piuttosto che vendergliene una sola come se fosse davvero la migliore possibile. Il che però non cambierà molto le cose: già oggi la maggioranza degli italiani è solita cercare assicurazioni on line e confrontarne i preventivi ed è inoltre almeno bizzarro credere che un assicuratore possa consigliare ai propri clienti delle compagnie concorrenti, seppure migliori.

Al di là di tutto c’è un’incognita che rende la situazione ancora più nebulosa di quello che è: di assicurazioni si parla tanto, ma da oggi a quando una legge verrà effettivamente promulgata c’è da credere che, come sta già accadendo, queste compagnie faranno sentire le loro ragioni e riusciranno a proteggere il proprio interesse. E questo, d’altronde, vale per chissà quanti altri casi. Nei proclami di oggi si promette di colpire a 360 gradi, o giù di là. Ma quello che accadrà davvero potremo verificarlo solo quando le bozze, e le dichiarazioni, andranno a trasformarsi in testi di legge, approvati e operativi a tutti gli effetti.

(ss)

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