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Pensioni? “Tracceranno” pure quelle

Il nuovo dogma della tracciabilità, col divieto di utilizzare il denaro contante per i pagamenti di importo superiore ai mille euro, inizia a produrre i suoi effetti deliranti: introdotto allo scopo dichiarato di evitare gli acquisti “in nero”, e infliggere così un colpo poderoso all’evasione fiscale, si sta fatalmente estendendo anche ai casi in cui non c’è da far emergere proprio un bel niente, visto che le operazioni si svolgono alla luce del sole e non sussiste il benché minimo dubbio sull’identità dei soggetti coinvolti e sulla natura dei loro rapporti. Vedi, appunto, l’erogazione delle pensioni da parte dell’Inps.

A cominciare dal marzo prossimo, infatti, gli importi superiori alla soglia di legge saranno corrisposti esclusivamente per mezzo di accredito su conto corrente bancario o su strumenti analoghi come i libretti postali o le carte prepagate ricaricabili. La contraddizione è evidente: se l’obiettivo della norma fosse realmente quello asserito, cioè impedire che vi siano transazioni occulte, non ci sarebbe alcuna ragione di imporre lo stesso vincolo anche a tutti quelli che non hanno alcuna possibilità si sfuggire ai controlli dello Stato. Per il semplicissimo motivo che a effettuare i versamenti è proprio un ente statale, come l’Inps, e che, per di più, le somme in questione sono già tassate alla fonte.

Il vero motivo, quindi, va cercato altrove. E secondo noi, naturalmente, risiede in quella che abbiamo già avuto occasione di stigmatizzare come la vera ragion d’essere della strategia che mira a imporre l’uso, pressoché esclusivo, di quella “moneta elettronica” che è tanto gradita alle banche (nonché, più in generale, a chi intende esercitare poteri di controllo, e magari di coercizione, sulla generalità dei cittadini). Chiarita la prospettiva, il resto viene da sé: la lotta all’evasione è un pretesto, o tutt’al più un intento collaterale, per costringere chiunque a servirsi sempre e comunque del sistema bancario. Oggi, al di sopra di un certo ammontare. Domani, sulla falsariga degli USA e come sottolineano con palese ammirazione i sostenitori di questo approccio e i promotori del “No Cash Day”, anche per pagare il caffè al bar.

Quelli che nei media cascano dalle nuvole e si dicono sconcertati dalla smaccata insensatezza delle pensioni “tracciate” – come ad esempio l’iperliberista Oscar Giannino, che su queste perplessità ha imbastito la puntata di oggi della sua trasmissione quotidiana su Radio 24 – farebbero bene a riconsiderare la cosa nel senso che abbiamo detto.

La prendano pure alla stregua di un’ipotesi, se preferiscono. Ma poi rispondano in modo specifico. E pubblico.

(fz)

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