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In Georgia niente brogli?

Sono in corso le elezioni in Georgia e i nostri media commentano che il partito del presidente Saakashvili dovrà affrontare un’eterogenea coalizione. Si parla di ”Sogno georgiano”, coalizione guidata dal multimilionario oligarca Ivanishvili: in effetti sembra un’accozzaglia stile ulivista guidata da un Berlusca con uno slogan veltronianobamista.

L’avversione dei media italiani e atlantisti è dovuta al fatto che Ivanishvili sarebbe un amico del perfido Putin, anche se lui sostiene che solo di voler il dialogo col Cremlino per "normalizzare le relazioni", fatto che sarebbe più che sensato nella polveriera caucasica, ma questo basta per farne il “candidato di Mosca”. Ammesso, e non concesso lo sia, l’altro allora è il candidato di Washington e, se si vuol essere pragmatici, la Georgia ha più interesse nell’aver buoni rapporti col Cremlino, che non continuare ad essere una pedina NATO che destabilizzi il settore.

L’opposizione è vero che può sembrare uno schieramento eterogeneo, ma forse è una necessità visto che l’attuale presidente tende a comportarsi in maniera, per usare un eufemismo, autoritaria, anche se di questo trapela poco in occidente: quanti hanno ricordato che la tortura in carcere per gli oppositori è la norma in Georgia? (qui)

Quindi Saakashvili è al di sopra di ogni broglio, poco importa che ci siano forti segnali in senso contrario.

(fm)

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