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FUMUS DISTRATIONIS

Doppio colpo: di qua si enfatizza il Berlusconi imbizzarrito e di là si minimizza il No Monti Day

La battaglia finale arriverà solo con le Politiche 2013, ma nel frattempo si cerca di acquisire ogni possibile vantaggio sul piano tattico. Specialmente rispetto a uno degli obiettivi strategici di maggiore importanza: la neutralizzazione di tutto ciò che si contrappone al pensiero unico di stampo neoliberista e che viene definito, in termini spregiativi, populismo. 

Nel giro dell’ultimo fine settimana se ne sono avute due prove. La prima è l’amplissimo spazio dato alla grottesca sortita di Berlusconi, che dopo la condanna a quattro anni per frode fiscale è tornato a sbraitare e a promettere sfracelli: minacciando tra l’altro di staccare la spina a Monti, che in precedenza aveva celebrato come il possibile «leader dei moderati». 

La seconda è invece la modestissima attenzione riservata al No Monti Day, presentato come una protesta di scarso o nessun rilievo e comunque riconducibile (riducibile) alla classica avversione anticapitalista da parte di quel che resta del vecchio comunismo marxista.

Obiettivo uno: accentuare, tramite Berlusconi, il timore di derive “avventuriste” e consolidare di riflesso il voto pro sistema. Obiettivo due: liquidare come uno sterile residuo del passato il fronte, già vasto e potenzialmente vastissimo, che si oppone al governo tecnico e all’Europa delle banche. 

La vergogna dei media sul No Monti Day

E ora chi glielo dice agli italiani? - SMS