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Blasfemia. L’Egitto come il Pakistan, o quasi

Il libero Egitto post Primavera si va adeguando agli standard pachistani sulla blasfemia, arrestando due cristiani copti che avrebbero urinato su pagine del Corano. A parte le circostanze non chiare del reato, c’è un piccolo dettaglio che rende ulteriormente odiosa l’azione giudiziaria: i pericolosi criminali, Nabil Nagy Rizk e Mina Nady Farag, hanno, rispettivamente, 10 e 9 anni.

Stando all’accusatore, Sheik Gamal Shamardal, i due avrebbero portato pagine del Corano dietro una moschea per pisciarvi sopra, anche se costui non ha neppure assistito all’atto, limitandosi a riportare la testimonianza di alcuni vicini dei bambini, questo è stato sufficiente per procedere ad arresto ed incriminazione.

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Un po' di crescita c'è. Grazie al rincaro delle tariffe...