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Grecia alla canna del gas: a Novembre casse vuote

Ci risiamo, ovviamente: gli "aiuti" non sono serviti a nulla. La dichiarazione del premier Samaras di oggi «la Grecia ha fondi a disposizione per arrivare fino a fine novembre. Poi le casse sono vuote» è praticamente la stessa di qualche tempo addietro, con la sola variante del mese di riferimento. Ma nel frattempo, i cittadini sono più poveri ed esasperati.

Samaras azzarda un paragone-choc: la situazione della Grecia è paragonabile a quella della Repubblica di Weimar. «La democrazia greca si trova probabilmente di fronte alla sua sfida più grande», afferma il primo ministro greco. La tenuta della società «è messa in pericolo dalla disoccupazione crescente, come è stato in Germania alla fine della Repubblica di Weimar», spiega. Se il mio governo fallisce «ci attende il caos», avverte Samaras. «Le persone sanno che questo governo è l’ultima chance per la Grecia», aggiunge, che personalmente ha detto di combattere «la battaglia della mia vita». L’azione del governo è arrivata «al limite di quello che possiamo pretendere dalla nostra popolazione». 

Ma sulla seconda tranche di aiuti alla Grecia da 31,5 miliardi di euro non ci sarà alcuna decisione al vertice dei leader dell’Unione Europea del 18 e 19 ottobre, «è troppo presto». È quanto hanno fatto sapere fonti Ue, precisando che prima del via libera agli aiuti «serve un accordo tra le forze politiche in Grecia, nella troika e tra la troika e le autorità greche».

E soprattutto, serve una popolazione, quella greca, che accetti tutti gli accordi previsti proprio dagli ambienti Ue. Il che, come si evince dalle ultime manifestazioni di piazza, non è affatto certo.

Siamo, insomma, da capo. 

(red)

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