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Bilancio Ue: tutti a casa che c’è il weekend

Un esito annunciato, di cui si nasconde la portata grazie al fatto che per l’approvazione c’è ancora tempo

Era partito male, tra posizioni lontanissime e poca voglia di avvicinarle, e male è finito.

Il vertice straordinario di Bruxelles, dedicato al bilancio comunitario dal 2014 al 2020, si è concluso con un rinvio a data da destinarsi. E se il presidente dell’eurogruppo, Jean Claude Juncker, prova a minimizzare il fallimento con un salomonico «non ci sono né vincitori né vinti», il dato di fatto resta che l’epilogo è puramente dilatorio: il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha ricevuto l’incarico di elaborare una nuova ipotesi di accordo, anzi di compromesso.

Ma viste le distanze, e il fatto che tra i capifila di uno dei due schieramenti ci sia un personaggio assai poco malleabile come la Merkel, i margini per un’intesa sono pressoché nulli. E quindi la guerra, che oggi è stato possibile evitare rifugiandosi in una dilazione, non solo incombe ma si avvicina.  

 

Rassegna stampa di ieri (23/11/2012)

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