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In democrazia Casa Pound può manifestare

La manifestazione indetta da Casa Pound, circolo di estrema destra, che, autorizzata dalla Questura, dovrebbe svolgersi oggi a Roma con partenza da Piazza della Repubblica e arrivo al Colosseo, ha sollevato lo sdegno e l'indignazione di una collezione di 'democratici e antifascisti' (il circolo Mario Mieli, QueerLab, la Casa internazionale delle Donne, le Madri per Roma città aperta, attivisti della sinistra, con l'aggiunta di Luca Telese, attuale direttore di Pubblico, che in un recente passato ha lavorato per un quotidiano notoriamente antifascista e antirazzista come Il Giornale). I 'democratici e antifascisti' hanno chiesto alla Prefettura di vietare il corteo e di chiudere la sede romana di Casa Pound richiamandosi anche alla legge Scelba del 1952 che vieta la ricostituzione del partito fascista (alla quale Palmiro Togliatti, che, a differenza di costoro, non era un cretino, si oppose perché capiva benissimo che si comincia con i fascisti e si finisce con i comunisti) e alla più recente legge Mancino (specchiatissimo personaggio coinvolto, sia pur per falsa testimonianza, nell'inchiesta palermitana sui rapporti e i presunti accordi Stato-Mafia) che punisce, con la reclusione, le manifestazioni di 'odio razziale'. Ora, secondo il volantino distibuito da Casa Pound, la manifestazione è contro “la casta, i tecnici, la finanza, i mercati, le Banche, l'usura”. Non si vede che cosa ci sia di 'fascista' in tutto questo, sono obiettivi che potrebbero essere tranquillamente abbracciati anche dai ragazzi dei 'centri sociali' oltre che da moltissimi cittadini che non si riconoscono né nella destra né nella sinistra.

di Massimo Fini in Archivio Fini

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Rassegna stampa di ieri (25/11/2012)