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Genocidio armeno. Sì della Turchia a indagine indipendente

La crescente pressione internazionale, innescata dalla legge francese contro il negazionismo sui genocidi, che ha portato con prepotenza la questione armena all’attenzione dell’opinione pubblica, pare abbia fatto capitolare la Turchia. Ankara sì è dichiarata pronta ad accettare le conclusioni di un’apposita commissione di inchiesta internazionale presieduta da storici.

Le scomposte reazioni, al limite dell’isteria, di Erdogan alla recente legge francese si sono ritorte contro di lui, così il ministro turco per gli Affari europei,  Egemen Bagis, ha dichiarato che «Siamo pronti a stabilire una commissione internazionale di storici” e ad “accettare le conclusioni della commissione, se queste saranno basate sugli archivi non solo di Turchia e Armenia, ma anche di Germania,  Gran Bretagna, Francia, Usa e così via».

Questa dichiarazione è stata rilasciata in risposta all’invito di Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, alla Turchia di considerare l'ipotesi di un'inchiesta indipendente sul genocidio armeno, che aveva sottolineato con la seguente dichiarazione: «Come tedesco e presidente di un parlamento multinazionale devo convivere ogni giorno con il passato del mio Paese, che sta affrontando la sua storia».

Dopo quasi un secolo gli armeni stanno per vedere riconosciute le loro sofferenze, anche se parlare di giustizia è impossibile: solo una Norimberga dei Giovani Turchi avrebbe potuto farlo.

(fm)

Rassegna stampa di ieri (12/02/2012)

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