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Indignados: vogliamo una banca etica

«Exigimos democracia real ya. No somos mercancía en manos de políticos y banqueros». Ovvero, se ci fosse bisogno della traduzione, «Vogliamo una democrazia reale ora. Non siamo mercanzia nelle mani di politici e banchieri».

Sono queste le prime parole del movimento degli Indignados, che è nato il 15 maggio scorso a Madrid che si sarebbe poi diffuso in giro per il mondo diventando il modello di riferimento, ma anche l’etichetta mediatica, delle proteste contro le misure anti-crisi imposte alle diverse popolazioni, in particolare tra Europa e USA.

L’ultima parola, quella pronunciata in questi giorni, si concentra in modo ancora più specifico sul sistema bancario e finanziario che ci ha portati alla situazione attuale: non funziona, e in quanto tale va cambiato. Il fine è quello di affrancarsi dalla speculazione. La proposta è una sorta di “banca etica” strutturata in cooperative di finanziamento che sostengano progetti di intervento sociale. Il tutto, senza interessi e senza alcuno scopo di lucro.

Solo un sogno? Che lo sia o no, gli Indignados si stanno attivando perché diventi realtà.

(ss)

 

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