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Voto di fiducia: pure Monti ci dà dentro

Ai tempi di Silvio Berlusconi porre la fiducia era diventato un modus operandi. Dal 2008 alla caduta del Governo sono state poste, solo alla Camera, 30 questioni di fiducia nel corso della discussione di progetti di legge, e 6 mozioni di fiducia, di cui 3 nel 2011.

Nel caso delle questioni di fiducia decadono tutti gli emendamenti al disegno di legge in proposito, o alle singole norme o modifiche, e le Camere sono chiamate a votare “sì” o “no” consapevoli che una maggioranza contraria al volere del Governo ne metterebbe in crisi l’esistenza stessa.

A conti fatti, se utilizzato troppo frequentemente, si tratta di un modo per imporre la volontà del Governo alle Camere. Ora, la situazione era grave quando a comportarsi così era Silvio Berlusconi, che pure aveva vinto le elezioni ottenendo un larghissimo scarto in termini seggi (grazie al premio di maggioranza del famigerato Porcellum) ma continuava a mandare avanti la legislatura con la fiducia, recuperando voti qua e là a fronte di poltrone, finanziamenti e promesse. Oggi che al potere c’è un governo tecnico, che non ha alcun legame con la scelta dei cittadini ma che è stato semplicemente calato dall’alto, la situazione è ancora più deprecabile.

 

di Sara Santolini

(nel Quotidiano)

 

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