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Venezuela. L’opposizione sceglie Capriles

L’anti Chavez, vero o presunto, ha un nome: Henrique Capriles Radonski, di origini ebreo-polacche ma di fede cattolica. Come sintetizza il Corriere, con malcelato compiacimento, si tratta di un candidato «Giovane, popolare e reso forte dal 62 % dei voti alle primarie. Per la prima volta l'opposizione è unita su un candidato autorevole. E punta alle presidenziali di ottobre».

In realtà i sondaggi danno ancora in vantaggio Chavez, che è al potere da 13 anni e che in tutto questo tempo ha saputo dare al Venezuela una potente sferzata di crescita sociale, attaccando massicciamente, e coerentemente, l’imperialismo economico e culturale di matrice statunitense. Ma va da sé che l’Occidente non digerisca questa sua libertà e si auguri che il pur vastissimo seguito, che manco a dirlo viene addebito alla retorica populista e al controllo dei media, non basti a riconfermarlo al vertice.

Così, contro questo ex ufficiale dei parà dalla presenza poderosa e dall’oratoria inarrestabile, si aggrega il solito schieramento bipartisan che riunisce sia i liberisti più scopertamente “di destra” sia quelli più subdoli “di sinistra”. Ai primi non vanno giù le sue politiche di stampo socialista, con la nazionalizzazione di importanti aziende straniere, a cominciare da quelle che operavano nel campo del petrolio, e con l’assiduo impegno a sottrarre anche il resto dell’America Latina al dominio nefasto di Washington. I secondi non sopportano i suoi toni da leader carismatico di stampo cosiddetto fascista, nonché la spregiudicatezza di alcune relazioni internazionali, a partire da quella con Ahmadinejad.

Ancora una volta, il capitalismo aggressivo del massimo profitto si allea con la socialdemocrazia tremebonda dei diritti civili, a tutto vantaggio del primo. Chavez fa paura. Monti, invece, è così una brava persona.

(fz)

Per una scheda informativa su Capriles:
http://www.ilpost.it/2012/02/13/chi-e-henrique-capriles-venezuela-chavez/

Estradato in Arabia Saudita. Per blasfemia

Anche Genova ha il suo Pisapia