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Putin e le “vittime sacrificali”

Vladimir Putin mette in guardia sulle “vittime sacrificali” che potrebbero esserci se l’opposizione decidesse di ricorre a tattiche estreme per imbarazzare il candidato alla presidenza favorito. A suo avviso, infatti, le opposizioni sarebbero pronte a “sacrificare” personaggi in vista, per poi addossare la colpa al governo. Una esagerazione in apparenza, ma non secondo il Premier  russo, i cui servizi di intelligence sono fra i migliori del mondo.

Il candidato di Russia Unita ipotizza, anche, che gli oppositori stiano preparando dei brogli per poi incolparne il governo. Ipotesi, questa, più probabile degli assassinii, visto che Putin gode ancora di un netto favore popolare, e che al massimo potrebbe essere costretto ad un secondo turno, che in fondo gioverebbe alla sua aura democratica.

Il dubbio, però, può essere che stia mettendo le mani avanti e che le ipotetiche vittime e i possibili brogli non sarebbero causati dell’opposizione, ma da lui stesso. Dubbio più che legittimo, come però è legittima la preoccupazione di Putin. Il quale si rende conto della situazione e ne ha parlato in maniera molto diretta: «Conosco questi metodi e tattiche [di addossare al regime vittime o brogli non suoi] molto bene. Tentativi di attuarle sono portati avanti da dieci anni, soprattutto dall’estero». Vedi, come abbiamo già ricordato nei giorni scorsi, i recenti servizi giornalistici della Fox che spacciavano la repressione in Grecia come repressione in Russia.

La situazione geopolitica mondiale è più tesa di quanto non si voglia far credere e le guerre sono sempre stata una delle vie predilette per uscire dalle crisi economiche.

(fm)

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