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Yemen. Chi è il vero ribelle?

«Almeno 10 persone di una tribù locale yemenita sono state uccise in scontri nel nord del Paese con ribelli sciiti», così comincia il lancio di agenzia ANSA sui torbidi in Yemen.

Lo Yemen sembrava avviato ad una soluzione negoziata della transizione dei poteri, ma adesso arrivano i fomentatori della guerra religiosa: quando le tribù hanno combattuto per disfarsi di Al Qaeda nessuno ha precisato sulla confessione, e comunque entrambi i contendenti venivano riportati come volgari e violenti barbari. Adesso, però, che le tribù, a maggioranza sunnita, se la prendono con gli sciiti, sono questi ultimi a diventare i cattivi ribelli che vanno a turbare la tranquillità tribale, fatta da gente che circola armata fino ai denti nelle vie delle città.

Un dettaglio di agenzia in apparenza, ma è proprio su questi dettagli che si fondano la disinformazione e la creazione di una opinione pubblica sottomessa: i ribelli uccidono e le povere, indifese/armatissime, tribù sono le innocenti vittime della ribellione. I media, più o meno coscienti, vista la preparazione del giornalista medio, quello con il tesserino di casta, stanno preparando il terreno per eventuali azioni saudito-sunnite in Yemen, magari con appoggio USA, per consolidare la propria confessione.

Questi dieci morti, una “inezia” nel carnaio mediorientale e centroasiatico, sono l’ennesima conferma che nell’Islam è in corso una inconfessabile sanguinosa guerra di religione, che nel fiorire delle “primavere” nasconde giochi di potere fra i più infami.

(fm)

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