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Gasparri, il «tassista onorario»

A conclusione dell’intervista rilasciata da Loreno Bittarelli, uno dei leader dei tassisti, a il Corriere della Sera, Fabrizio Roncone aggiunge tra parentesi queste parole: Bittarelli detto “Bitta” ha voluto che il suo radiotaxi avesse una sede prestigiosa: così comprò da Roger Moore, l'ex 007 cinematografico, una villa in via Casal Lumbroso. «Cinque miliardi di lire e dieci anni di mutuo. Un affarone, no?».

È difficile difendere dalle accuse di lobbismo (e di evasione) chi dichiara tra le righe di aver avuto in tasca l’equivalente di due milioni e mezzo di euro, oltre alla possibilità di accendere un mutuo di durata appena decennale per acquistare un immobile di prestigio, mentre piange miseria per sé e per il proprio settore. Sono questi i tassisti che guadagnano 800 euro al mese, e che si oppongono con tutte le loro forze a qualsiasi modifica normativa che miri a calmierare i prezzi e ad aumentare i lavoratori del settore (e quindi la concorrenza)? Sul problema dell’acquisto delle licenze a caro prezzo hanno le loro ragioni, anche se l’onere di chi ha comprato è ovviamente il profitto di chi ha venduto, ma saranno davvero tutti loro le vittime predestinate e incolpevoli di cui parla “il Bitta” nell’intervista, quando sottolinea che «applicare una liberalizzazione sfrenata nel settore dei taxi avrebbe provocato solo sfruttamento e miseria per migliaia di tassisti»?

In ogni caso, Bittarelli e i suoi colleghi potranno dormire sonni tranquilli e continuare a guadagnare, più o meno lecitamente, come al solito. Non sono stati gli scioperi, le bombe carta e il sit-it davanti Palazzo Chigi, pure se durato due giorni, a far sì che questo fosse ancora possibile ma soprattutto un aiuto diverso, politico, di quel tipo che solo se si ha “un santo in paradiso” si può sperare di ottenere. E il loro “santo” i tassisti l’hanno trovato nelle file del Pdl.

«Durante le trattative in molti ci hanno sostenuto» ha sottolineato Bitta «ma uno si è distinto più di tutti: Maurizio Gasparri. Il suo lavoro è stato commovente. Si è battuto come un leone. Roba da nominarlo “tassista onorario”». Certo, accanto al suo nome ci sono quelli del senatore Andrea Augello e del sindaco Gianni Alemanno, Fassina e Bubbico del Pd. «Tutti disponibili ad ascoltare le nostre ragioni». Tutti pronti, Gasparri in testa, a diventare i beniamini di una lobby che di questi tempi può senz'altro far comodo, visti i drastici tagli alle “auto blu”.

Sara Santolini

 

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