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Afghanistan: persa anche la guerra alla droga

La missione in Afghanistan è stata talmente fallimentare che anche la guerra contro i produttori di oppio è stata persa. Il regime talebano era stato attaccato anche con la scusa che proteggeva il traffico di eroina, ma dopo i proclami iniziali è calato il silenzio sulla produzione del papavero.

Una antica “tradizione” troppo dura da sradicare. Non è un caso che Kabul e dintorni negli anni sessanta, inizio settanta, fossero il bengodi dei fricchettoni: adesso però il prodotto, viste le difficoltà oggettive per il consumo in loco, è destinato quasi esclusivamente all’esportazione.

In base ai dati forniti dall’Onu, lo scorso anno il prezzo dell’oppio è aumentato del 133 per cento. Presa in se stessa la causa è del tutto naturale, essendo da identificare in un fungo che nel 2010 ha attaccato le piantagioni e falcidiato i raccolti, ma le sue conseguenze non si sono esaurite col venire meno dell’infezione: i contadini locali, infatti, hanno ampliato le piantagioni preesistenti, e sempre secondo le valutazioni Onu si prevede che quest’anno la produzione arriverà addirittura a superare i volumi precedenti.

L’Afghanistan produrrebbe circa il 90% dell’oppio attualmente in circolazione, lasciando al sud est asiatico le briciole, e il consumo di eroina sarebbe in netta ripresa, dopo la brusca caduta che seguì il boom degli anni 70.

Anche la guerra contro il papavero, che doveva essere condotta a colpi di aiuti per produzioni alternative, è stata persa, ammesso che sia mai stata combattuta.

(fm)

 

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