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C’è anche Israele, tra i massacratori di civili in M.O.

È giusto indignarsi per le uccisioni perpetrate dal regime di Assad contro i dissidenti, ma allora perché non si invocano risoluzioni ONU, con tanto di intervento “umanitario” straniero, che vadano a fermare quelle compiute da Israele ai danni dei palestinesi?

I morti del più recente raid su Gaza sono 23. Che si aggiungono ad una lista ben più lunga di quella di Assad, anche perché il massacro è in corso da molto più tempo e perché vengono posti veti sulle risoluzioni ONU, da parte di quegli stessi USA che invece si mostrano indignati per quel che accade in Siria.

Si potrebbe obiettare che non sono tutti civili, quelli che vengono uccisi da Tel Aviv, e che in maggioranza sono, anzi, ribelli armati. Ma questa è una obiezione che può muovere anche il regime di Damasco e che, in Libia, non ha fermato le bombe umanitarie della Nato.

Le stragi israeliane, grazie al monopolio mediatico dell’orrore concesso alla Siria, passano inosservate, ma Kofi Annan farebbe bene ad estendere i suoi viaggi per la cessazione delle violenze in Medio Oriente anche ad Israele e non limitarsi alla Siria: Assad non è il solo bieco sanguinario della regione.

(fm)

 

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