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La 'NDRANGHETA che vuole la TAV in Val di Susa


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articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

A volte un po’ di memoria topografica e giudiziaria farebbe davvero bene al nostro Paese. L’A32, ad esempio, la tanto citata autostrada su cui i manifestanti NO TAV continuano a fare pacifichi blocchi rimossi dalle forze dell’ordine, va da Torino a Bardonecchia. Cioè dal capoluogo di una delle regioni più importanti d’Italia a un piccolo comune di 3mila e 200 abitanti.

Ecco, quel piccolo comune – il più occidentale d’Italia – è stato il primo comune al di fuori del Meridione ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose: era il 1995. Ma i lunghi tentacoli della ‘ndrangheta avevano raggiunto la Valle di Susa almeno da 4 decenni: da quando, cioè, a metà degli anni ’50 un giovane muratore originario di Marina di Gioiosa Ionica venne mandato al confino da quelle parti. Si chiamava Rocco Lo Presti, e nel giro di pochi anni assume sempre più la direzione del boom edilizio che stava conoscendo la zona, costruendo case, palazzi e residence e riuscendo a reclutare manodopera a basso prezzo.

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