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Siria. Londra finanzia i rivoltosi

L’Occidente sembra essersi rassegnato a non poter intervenire militarmente in Siria, ma non rinuncia certo ad ingerire nei suoi affari interni e lo fa con il mezzo che più gli è congeniale: il denaro.

Il Regno Unito ha deciso di trarre profitto dallo stallo militare e di una fase di transizione, che si preannuncia lunga, per sponsorizzare  ufficialmente, con 500mila sterline, i movimenti di opposizione a Assad, così da avere amici fidati quando il dittatore sarà costretto a passare la mano.

La posizione russa, che ha impedito un pericoloso conflitto regionale, non è così nemica degli interessi occidentali: nell’evitare che la situazione degenerasse in uno scenario analogo a quello libico, ha dato loro il tempo di capire il trend islamista di tutte le primavere arabe. Che hanno portato al potere governi incontrollabili, quando il cambio di regime è avvenuto in maniera traumatica.

Alla caduta delle dittature solo gli islamici, infatti, avevano reti sufficientemente organizzate per potersi sostituire al regime precedente, mentre una transizione progressiva, su tempi medio lunghi, può permettere anche ad altre compagini politiche e sociali di aspirare al governo.

Il fatto è in sé positivo, ma in questa dinamica tentano di inserirsi gli occidentali, che cercano di contrastare col denaro l’espansione islamica. Che, non va tuttavia dimenticato, rientra in piani geopolitici altrettanto stranieri ai popoli interessati – vedi l’asse Riad-Ankara – e che sono sostenuti anch’essi da abbondanti iniezioni di liquidità.

Il Regno Unito ha quindi deciso di stanziare ufficialmente il suddetto mezzo milione di sterline a favore delle organizzazioni non militari, mentre quanto già arrivato a quelle militari non è e non sarà mai dato sapere, per aiutarle a meglio coordinare la propria azione contro il regime e prepararsi alla transizione. Non una cifra esorbitante, viceversa irrisoria rispetto ai costi di un conflitto, ma probabilmente è solo la punta dell’iceberg di un flusso di denaro occidentale, che non proviene di sicuro solo da Londra.

Sono i soliti sporchi giochi, insomma, di cui, però,  l’occidente non ha il monopolio. Nulla di nuovo sotto il sole, eppure questa modesta donazione ufficiale può essere letta come conferma del radicale cambiamento di rotta nella gestione della crisi siriana: forse l’ombra del conflitto armato si sta veramente allontanando.

Ferdinando Menconi

 

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