Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Venti di guerra in Sudan

Dopo la conquista di Heglig, da parte delle forze del Sud Sudan, il governo del Sudan minaccia di scatenare una guerra su vasta scala, che andrebbe a portare alle estreme conseguenze lo stillicidio di guerriglia che ha contraddistinto i rapporti fra il Sudan, islamico, e il Sud Sudan, animista con forte presenza cristiana, dopo l’indipendenza da questo faticosamente raggiunta.

Il nodo del contendere non sono, ammesso lo siano mai pienamente state, le questioni religiose, ma il caro vecchio petrolio, che adesso si trova principalmente nel Sud, che Karthum aveva però mutilato proprio di Heglig allo scopo di garantirsi un po’ di ricchezza del sottosuolo. Sia pure per farla sfruttare agli stranieri, cinesi in via principale.

Il dissidio che si vorrebbe mantenere su scala “tribale” e di guerriglia, se esplodesse andrebbe ben oltre i confini contesi e avrebbe ripercussioni internazionali, visto che in Sudan, a nord come a sud, il petrolio non è sfruttato dalla nazione, come dovrebbe essere, ma da multinazionali straniere che vorrebbero gestire i fili del conflitto.

Se la situazione esploderà, non sarà solo perché il nord non ha quasi più petrolio e il sud, che non ha sbocchi al mare, non può esportarlo, ma essenzialmente perchè lo vorranno gli stranieri. I quali cercheranno, per quanto possibile, di far combattere la guerra per il “loro” petrolio ai sudanesi, che si scanneranno volentieri, in nome di un dio o per difendersi da questo: motivazione che potrebbe, però, far sfuggire di mano la situazione a chi crede che si possa combattere solo per denaro.

(fm)

Cattivissimo Assange, che se la fa con la tv di Putin

Iraq. Ancora morti nei quartieri sciiti