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UE: per l’Italia una manovra aggiuntiva

Monti l’aveva negata espressamente, la necessità di un’ulteriore manovra che si aggiungesse a quelle già pesantissime che si sono adottate in precedenza. Adesso, però, è la Ue a parlarne. E non solo come di un’ipotesi da prendere in considerazione, ma come di un dato di fatto. Che discende dalle necessità contabili dello Stato e che perciò, in questa prospettiva “tecnica”, diventa inevitabile.

Come si legge nel capitolo delle previsioni economiche Ue di primavera dedicato al nostro Paese, e diffuso oggi dalla Commissione europea, l’Italia potrà raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio in termini strutturali «grazie a una manovra aggiuntiva pari a oltre mezzo punto del Pil».

In realtà il commissario europeo agli Affari interni, Olli Rhen, ha poi precisato che «Non c'è bisogno di nuove misure», ma la sostanza non cambia: al di là dell’adozione o meno di un nuovo provvedimento normativo, la Ue sollecita l’ennesima stretta ai conti pubblici. E non c’è dubbio che Monti si darà da fare per assecondarla.

(red)

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