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La mano di Al Qaeda sulla Siria

Le ONG continuano a contestare ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del governo e iniziative contro le proteste degli studenti, che si sono mobilitati ad Aleppo approfittando, giustamente, della presenza degli osservatori ONU, che ha bloccato la macchina repressiva del regime.

Non è però Assad il solo colpevole del carnaio siriano: ci sono anche le bombe terroristiche, come quelle che il 10 maggio hanno causato a Damasco la morte di 55 persone ed il ferimento di altre 372, dietro le quali ci sarebbe la mano di Al Qaeda.

A sostenerlo è Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’ONU, che non può essere certo tacciato di essere un sostenitore di Assad, anche se il piano di pace delle Nazioni Unite è boicottato da molti dei sedicenti “amici della Siria”.

La situazione nel paese resta molto complessa – parrebbe addirittura che forze militari ribelli vengano addestrate in Kossovo – e va complicandosi ogni giorno che passa, ma se è vero che il regime di Assad è sanguinario e dittatoriale, è altrettanto vero che non siamo di fronte a un quadro in bianco e nero: forse l’unico dato di fatto è che nessuna delle forze in campo ha a cuore la libertà del popolo.

(fm)

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