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Ritorsioni turche per chi collabora con Cipro

Minacciare sanzioni non è un’esclusiva dell’occidente, anche se la Turchia, oltre ad essere membro della NATO, minaccia spesso di voler entrare in Europa, benché alle proprie condizioni e con forti contraddizioni.

Ankara, infatti, ha chiesto ai consorzi candidati a una gara d'appalto cipriota, sull'esplorazione di petrolio e gas al largo dell'isola, di ritirarsi, altrimenti saranno esclusi da qualsiasi progetto di cooperazione in Turchia, il ministro degli esteri è stato chiaro nella sua arroganza: «Sarà fuori questione includere le compagnie che avranno cooperato con l'amministrazione greco-cipriota nei progetti energetici futuri in Turchia».

Nessuna reazione negli ambienti dell’UE, di cui Cipro è membro, quando avrebbe essa pieno titolo a sanzionare la Turchia per la violazione delle risoluzioni ONU, che la condannano proprio per l’occupazione militare di parte dell’isola e, quindi, dell’Unione.

Gli ambienti occidentali, anzi, sostengono Ankara nel suo piano espansionistico, che va oltre il Medio Oriente, accondiscendendo ad ogni isterico capriccio di Erdogan, dalla negazione dei genocidi alla repressione continua del popolo curdo.

(fm)

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