Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Russia. Giornalista accoltellato, in nome di Allah

Vulgata vuole che in Russia i giornalisti liberi facciano spesso una brutta fine,  e come in ogni vulgata un fondo di verità c’è, ma non è questa un’esclusiva della Russia: in Turchia, ad esempio,  è peggio, mentre in occidente per “farli fuori” non c’è bisogno di metodi violenti.

Si dice in occidente che parlar male di Putin sia rischioso, nonostante siano molte le voci russe che si levano contro di lui, dai vecchi e dai nuovi media, e sia bersagliato dalla satira, ma sicuramente non è così pericoloso come parla male del “profeta”.

Il giornalista Sergey Aslanyan si è, infatti, preso 15 coltellate sotto casa, al grido «Sei un nemico di Allah», per aver osato parlar male di Maometto alla radio: anche se il crimine è stato commesso a Mosca riteniamo che questo non sia solo un problema russo, ma globale e comunque non imputabile al mostro Putin.

Le colpe di Aslanyan sono state di aver osato sostenere che Maometto «non era una figura religiosa ma un businessman» e che ha «riscritto la Bibbia» per i suoi fini, ma anche il nome di chiara origine armena deve aver aiutato ad armare la mano del fanatismo, che almeno non l’ha ucciso, è in condizioni stabili all’ospedali di Mosca, come invece accaduto ad un milione e mezzo di gente della sua etnia nella Turchia del 1915.

Un atto isolato, ma non troppo. Come dimenticare il rogo di Charlie Hebdo (qui), la questione delle vignette danesi sul profeta o il regista Theo van Gogh? Fatti che spiegano come mai ben raramente giornalisti e affini critichino il Dio di Abramo nella sua versione islamica, mentre non venga affatto risparmiato in quella ebraica o cristiana.

Chi tocca il Profeta non rischia la vita solo nei paesi islamici più radicali, che possono metterlo a morte in piena “legalità”, ma anche in quelli dove la libertà di pensiero e parola sono, o dovrebbero essere, sacre e parte della tradizione.

Un giornalista è stato accoltellato in Russia, ma avrebbe potuto accadere ovunque.

(fm)

 

Egitto: torna la rabbia in piazza Tahrir

L’Egitto in una morsa, fra militari e islamici