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SIRIA. GLI INSORTI CI PROVANO: «IL PIANO ANNAN È FALLITO»

I ribelli prima hanno lanciato un ultimatum ad Assad, intimandogli di rispettare il piano Annan entro 48 ore, poi, forse spinti dai loro sponsor stranieri, lo hanno annullato chiedendo che sia annunciato il fallimento del piano. A sentir loro, infatti, «non c‘è motivo per continuare a rispettare l’accordo unilateralmente», cosa che peraltro non hanno mai fatto, in quanto «Il piano di Annan per la Siria è stato ignorato da Assad che ha commesso massacri di fronte al mondo».

In effetti, il governo siriano non ha rispettato i termini del piano ed ha continuato con le azioni militari, tuttavia non è stato il solo a boicottare Annan: sembra esserci la volontà di far precipitare la situazione prima che l’opzione militare possa passare dal controllo degli “amici della Siria” a quello dell’ONU, il che rischierebbe di vanificare i piani espansionistici di alcuni Stati.

Dopo Houla, intanto, continuano le esecuzioni sommarie, con altri tredici morti. Mentre i contendenti si scambiano reciproche accuse sui massacri, l’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, Bashar Jafari, comunica che «Per far luce sul massacro di Hula abbiamo istituito una commissione d’inchiesta che ci fornirà i suoi risultati in tre giorni. Non tre mesi o tre anni, ma tre giorni. Coloro che hanno commesso crimini tanto odiosi saranno giudicati in base alla legge siriana». Speriamo non sia una commissione d’inchiesta di comodo all’italiana.

Anche i bombardamenti proseguono e si registrano 60 persone uccise ad Houla. Solo 16, invece, nell’ennesima autobomba a Baghdad, in uno stillicidio che nel solo mese di aprile è arrivato a quota 126: certo non sono i numeri siriani dell’ultimo anno, però la sistematica strage degli sciiti non sembra preoccupare più di tanto la comunità internazionale.

L’eccidio di Houla pare aver oscurato tutto, ma in fondo è giustificabile, soprattutto ora che arrivano le prime testimonianze dei superstiti, in maggioranza bambini che si sono salvati solo perché ritenuti morti. I sopravvissuti riferiscono di miliziani e civili che, dopo la strage, si sono dati al più becero saccheggio strappando denaro e gioielli ai cadaveri.

Abbandonare ora il piano Annan sarebbe un grave atto criminale perpetrato contro il popolo siriano.

(fm)

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