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Crisi onnivora: falcidiati anche i manager

Tempi duri anche per i manager, che peraltro non vanno confusi con i “top manager” alla Marchionne. Una distinzione che è determinante, e che conferma la deriva sempre più oligarchica che si va affermando nel neoliberismo. E che, del resto, è insita nella sua tendenza a esasperare il profitto di pochi a scapito di tutti gli altri.

Cominciamo dai dati. Secondo le rilevazioni dell’Istat, che trovano conferma da parte delle associazioni di categoria, nel corso degli ultimi tre anni c’è stata una riduzione pari al 20,8 per cento. Vale a dire, più di centomila dirigenti che hanno perso il posto e che sono andati a ingrossare le file dei disoccupati. Oppure che dapprima sono stati licenziati, in nome della crisi, per poi essere indotti a proseguire la collaborazione con modalità diverse, ovviamente peggiorative.

di Federico Zamboni

(nel Quotidiano) 

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