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SARÀ L’EGITTO DELLA SHARIA

Il neo presidente Mohamed Morsi preannuncia un collegamento diretto con la legge coranica

La vittoria del candidato dei Fratelli musulmani è ormai ufficiale, ma per il resto abbondano le incertezze. Non tanto sulle reazioni del Consiglio militare egiziano, che ha preso atto della sconfitta puntualizzando che «questo momento storico necessita di una grande riconciliazione nazionale», quanto sulla svolta in chiave spiccatamente islamica di una nazione di notevole rilievo regionale.

La Casa Bianca ha parlato di un passaggio importantissimo nella transizione dalla dittatura alla democrazia e ha auspicato che l’Egitto continui a perseguire una politica estera nel segno della pace e della stabilità. Anche se lo stesso Morsi ha subito affermato di voler rispettare i trattati internazionali, resta però da vedere come si concretizzerà il supporto già promesso ai Palestinesi «nella loro lotta legittima».

Oggi fioccano le parole di equilibrio, ma sono le classiche dichiarazioni di rito che vanno prese con beneficio di inventario.  E sia a Washington che a Tel Aviv lo sanno benissimo.

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