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Asse russo-tedesco sulla Siria

I rapporti Mosca-Berlino, dopo l’idillio North Stream, si stanno facendo sempre più tesi, sia per l’ingerenza russa nell’area eurobalcanica, sia per l’incompatibilità caratteriale tra Merkel e Putin. Dissapori che sono stati confermati nell’ultimo, breve, incontro fra i due, i quali si sono trovati in disaccordo su tutto, salvo che sulla Siria.

Sulla crisi siriana, nonostante gli attriti, i due leader hanno congiuntamente dichiarato l’appoggio al piano Annan e condannato ogni possibile intervento militare, che non sia una presenza ONU equilibrata e non aggressiva.

Una buona notizia, anche se magari non mossa da buone intenzioni: Putin ha interesse alla stabilità dell’area, con un trapasso di regime che non comprometta la sua unica base mediterranea, mentre la Merkel  è alla guida di una nazione che, impedita, per antiche colpe, ad intervenire in aggressioni militari, può espandere la sua influenza nel settore solo in caso di riequilibri geopolitici “pacifici”.

Un ulteriore freno all’aggressione militare sta, quindi, venendo tirato, e adesso bisogna attendere gli esiti, forse determinanti, dell’incontro Putin Hollande, mentre in Siria i ribelli, che accusano Assad di violare il cessate il fuoco, si vantano di aver ucciso almeno 80 militari e distrutto diversi carri armati. Toni trionfalistici rilanciati tal quali dai media occidentali, che proprio non riescono a dare un resoconto neutrale della situazione: laddove ogni azione violenta sabota il piano Annan ed è un crimine verso il popolo siriano, chiunque sia a commetterla.

(fm)

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