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L’AUDACIA SECONDO DRAGHI

Il governatore della Bce auspica scelte risolute da parte dei governi. Ovvero: abbassare le tasse

«Perseverare nelle riforme coraggiose e necessarie», dice Mario Draghi. E i media sintetizzano con ulteriore efficacia, parlando di «riforme audaci».

L’espressione è suggestiva, e dà l’impressione che presto potremo entrare in una nuova fase. Dopo la stagione plumbea della crisi, con tutti i guai della recessione e della carenza di liquidità, ecco profilarsene un’altra di segno diverso. Magari non meno impegnativa e pericolosa ma allo stesso tempo, come dire, più affascinante.

La formula di Draghi è chiara. Ed è quasi ovvia nel suo ricalcare il modello Usa: «ri-orientare il consolidamento verso un aumento dei tagli della spesa e la riduzione della pressione fiscale».

Traduzione: fatti salvi gli obblighi connessi al debito pubblico, i soldi dei cittadini devono riversarsi sugli acquisti. E di riflesso sulle banche, che una volta rafforzate dai fondi Ue – a carico dei popoli – potranno ricominciare a “sostenere” sia le imprese che i consumatori. Rimettendo in moto la giostra del credito.

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P.I.I.G.S., CATTIVA NOTIZIA: CONSUMI PETROLIFERI E PIL SONO CORRELATI