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MONTI SE NE ANDRÀ NEL 2013. IL MONTISMO NO

Il premier «esclude» un reincarico. Napolitano dà già per certo un governo che segua la stessa linea

La dichiarazione di Mario Monti arriva al termine dell’Ecofin e suona perentoria: «escludo di considerare una mia candidatura dopo il 2013».

Ammesso che lui sia sincero – e che in seguito non sopravvengano ripensamenti, con la scusa di “sacrificarsi” nell’interesse del Paese – c’è ben poco da illudersi. A meno di clamorosi sconvolgimenti nel quadro politico, le elezioni del prossimo anno sfoceranno in un governo che si muoverà sulle stesse direttrici di quello attuale.

Napolitano, in visita in Slovenia, lo afferma a chiarissime lettere: «Io sono convinto che i tre partiti che sostengono il governo Monti siano determinati a dare un conseguente sviluppo, anche dopo le elezioni del 2013, a politiche di maggiore integrazione europea».

È una sicurezza che sconfina nell’impudenza, ma purtroppo è tutt’altro che infondata. Il copione è già scritto e la messinscena continuerà a oltranza, quali che siano gli attori chiamati a lavorarci.

LE FINANZE INVISIBILI

Il diritto al lavoro non esiste